NECESSARI UNA STRATEGIA INDUSTRIALE, INVESTIMENTI E POLITICHE OCCUPAZIONALI
Con il Congresso di Padova si chiude la stagione congressuale della Uil e delle sue categorie. Un percorso importante che ha visto il gruppo dirigente confrontarsi, al proprio interno e con le lavoratrici e i lavoratori, sui tanti temi che ogni giorno ci vedono impegnati nella tutela dei diritti, del lavoro e dello sviluppo del Paese.
Anche noi siamo stati protagonisti di un intenso percorso. Non solo abbiamo celebrato il Congresso nazionale di Fiumicino, ma siamo arrivati a questo appuntamento dopo un ulteriore passaggio storico: l’unione tra Uilcom e Uilposte, che ha dato vita alla nuova Federazione Uilfpc.
NON SOLO TESTIMONI, MA PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO
Il Congresso rappresenta il momento più alto della vita democratica della nostra Organizzazione: è l’occasione per fare un bilancio del lavoro svolto, ma soprattutto per definire la direzione che vogliamo seguire in futuro.
In questi ultimi quattro anni, abbiamo attraversato trasformazioni profonde, nel contesto politico, economico, sociale e internazionale, ma anche all’interno della nostra Organizzazione. Tutto è cambiato e di questa trasformazione possiamo sentire l’orgoglio di essere stati non solo testimoni, ma protagonisti.
IL RILANCIO DEL PATTO SOCIALE. RIPARTIRE DAL PUBBLICO PER DARE FUTURO ALLA DEMOCRAZIA
Nella fase storica che stiamo attraversando si intrecciano cambiamenti epocali: economici, tecnologici, demografici e ambientali. Transizioni che stanno già oggi investendo il mondo del lavoro, i processi produttivi, l’erogazione dei servizi pubblici e il tessuto stesso della nostra società.
Come Uil Fp riteniamo fondamentale rilanciare un Patto sociale sulla scia del Patto per l’Innovazione del Lavoro pubblico e la Coesione sociale del 2021.
INNOVAZIONE, PERSONE E DIRITTI NELL’ERA DELL’IA
È ridondante fare i complimenti per il tema del Congresso che racchiude implicitamente la nostra cultura riformista che ci impone di sostenere le graduali trasformazioni, le riforme utili, i cambiamenti necessari, quelli possibili, quelli non minacciati o addirittura imposti.
Personalmente credo che il nostro Sindacato faccia benissimo ad adeguarsi e stare al passo con i tempi che cambiano celermente senza perdere di vista i valori di riferimento che lo hanno contraddistinto da sempre e i principi che da sempre hanno guidato le nostre rivendicazioni.
LA BANDIERA DEL LAVORO, DEI DIRITTI, DELLE PARI OPPORTUNITÀ
In queste assise congressuali hanno risuonato nei nostri cuori e nelle nostre anime emozioni, condivisioni, senso di appartenenza a questa Uil, animata da una tensione morale che diventa militanza sindacale, dalla capacità di tenere insieme etica, autonomia e innovazione, dalla forza di rappresentare il lavoro con le idee, con la presenza tra le persone e soprattutto con i fatti: rinnovando i contratti, conquistando diritti, migliorando la vita di milioni di lavoratrici e lavoratori.
La nostra fierezza nasce dalla consapevolezza di essere un Sindacato libero e non subalterno a interessi ideologici o partitici.
UN MINUTO IN PIÙ DELLA CRISI
La crisi dell’industria che stiamo attraversando non è una tempesta passeggera. È un terremoto silenzioso che sta svuotando il futuro dei nostri giovani e togliendo dignità a chi ha lavorato una vita intera.
Ci vengono raccontati dati record sull’occupazione, ma chi vive ogni giorno le fabbriche e le strade conosce bene la realtà: lavoro segmentato, precario e sottopagato. I giovani non firmano più contratti, ma lotterie quotidiane. E quando rifiutano offerte da cinquecento o seicento euro fanno bene, perché non vogliono diventare gli schiavi del terzo millennio.
IL SINDACATO, LUOGO DI UNITÀ TRA LE GENERAZIONI
Viviamo una fase complessa, segnata dall’invecchiamento della popolazione, dalla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, dalle difficoltà della sanità pubblica e da profonde trasformazioni economiche e sociali. Di fronte a queste sfide non bastano interventi episodici: servono una visione, il coraggio di compiere scelte strutturali e la volontà di rimettere al centro le persone.
Parto da un dato che non può lasciare indifferenti: oggi, nel nostro Paese ci sono 16 milioni di pensionati. Ci sono, poi, 3,5 milioni di persone non autosufficienti e circa 4 milioni di anziani che vivono da soli. È questa l’Italia reale con cui la politica deve confrontarsi ogni giorno.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È UNA SFIDA SINDACALE: IL LAVORO NON PUÒ ESSERE UN ALGORITMO
Ci sono congressi che segnano una tappa nella vita di un’organizzazione e congressi destinati a lasciare un’impronta nel dibattito pubblico del Paese. Il XIX Congresso nazionale della Uil appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Per la qualità del confronto, per l’autorevolezza delle presenze e, soprattutto, per la capacità di indicare una visione del futuro, il Congresso ha rappresentato uno dei momenti più significativi nel panorama sindacale e politico nazionale.
La scelta di porre al centro dei lavori il tema dell’intelligenza deriva dalla consapevole assunzione di una responsabilità: quella di affrontare la più grande trasformazione economica e sociale del nostro tempo, riaffermando il ruolo del sindacato come protagonista del cambiamento e non come semplice osservatore.
DAL NO AL NOI: LA UIL SCEGLIE LA PARITÀ COME PRIORITÀ
“Diciamo NO alla violenza contro le donne”: una dichiarazione talmente sacrosanta su cui nessuno potrebbe mai dissentire. Se lo chiedessimo per strada, a un collega, a un parente, la risposta sarebbe unanime. Nessuno (o quasi…?) avrebbe da pensare neanche un secondo da quale parte stare. Ed è importante dire quel “NO”, schierarsi contro, assumere una posizione in maniera esplicita. Però è un gradino, il primo, di una scala di impegno molto più grande che, nel suo punto più alto, trova la volontà di cambiare le cose.
Dire NO, del resto, è facile, veloce, non costa nulla. E rischia di deresponsabilizzarci.
LA FORZA DI CIÒ CHE SOSTIENE: QUATTRO ANNI DI GESTIONE AL SERVIZIO DELLA UIL
Dietro ogni Organizzazione capace di rappresentare, tutelare e accompagnare le persone, esiste una struttura che raramente occupa il primo piano, ma dalla cui solidità dipendono continuità, autonomia e credibilità. È questa la funzione svolta dalla Tesoreria confederale Uil nel quadriennio 2022-2026: non una semplice amministrazione dei conti, ma un presidio di regolarità, sostenibilità economica e tutela patrimoniale.
Nel periodo compreso tra il XVIII e il XIX Congresso confederale, la Tesoreria ha operato all’interno di un sistema articolato, coordinando il Servizio contabilità e bilancio, il Servizio legale, il Dipartimento sicurezza, gli enti e le società collegate.