7 Ottobre 2026

NECESSARI UNA STRATEGIA INDUSTRIALE, INVESTIMENTI E POLITICHE OCCUPAZIONALI

Con il Congresso di Padova si chiude la stagione congressuale della Uil e delle sue categorie. Un percorso importante che ha visto il gruppo dirigente confrontarsi, al proprio interno e con le lavoratrici e i lavoratori, sui tanti temi che ogni giorno ci vedono impegnati nella tutela dei diritti, del lavoro e dello sviluppo del Paese.

Anche noi siamo stati protagonisti di un intenso percorso. Non solo abbiamo celebrato il Congresso nazionale di Fiumicino, ma siamo arrivati a questo appuntamento dopo un ulteriore passaggio storico: l’unione tra Uilcom e Uilposte, che ha dato vita alla nuova Federazione Uilfpc. Una scelta che rafforza la nostra organizzazione e ci rende ancora più preparati ad affrontare le sfide del futuro

Un passaggio che assume ancora più valore in una fase particolarmente delicata, segnata anche dalla scelta industriale di Poste Italiane di acquisire il controllo dell’intera Tim. La separazione dell’ex monopolista, con la cessione della rete a un fondo di investimento statunitense, non ha infatti risolto i problemi del settore. Al contrario, Tim e l’intera filiera delle telecomunicazioni continuano a vivere una situazione di forte difficoltà, conseguenza di anni di assenza di una strategia industriale e dell’incapacità dei diversi governi di accompagnare le profonde trasformazioni che hanno interessato un comparto strategico per il Paese.

Bene il lavoro che la nostra Confederazione sta portando avanti sul tema della rappresentanza e contro i contratti pirata. Si tratta di due elementi centrali per superare quelle distorsioni che continuano a penalizzare il mondo del lavoro. Chi alimenta ambiguità e mancanza di chiarezza contribuisce, infatti, a rendere più fragili alcuni punti cardine del sistema delle relazioni industriali, indebolendo diritti e conquiste che il Sindacato confederale e le sue categorie portano avanti da sempre, a cominciare dai rinnovi dei contratti nazionali

Vorrei porre l’attenzione su un tema che ritengo centrale: la mancanza di una vera visione industriale da parte della politica e, in particolare, del Governo Meloni.

È vero che, su alcuni temi di interesse delle parti sociali, si è registrato un atteggiamento più disponibile da parte della Presidente del consiglio. Tuttavia, restano troppe le questioni sulle quali manca una concreta volontà di confronto per individuare soluzioni condivise.

Le crisi aziendali continuano a moltiplicarsi, mentre le risposte sono ancora insufficienti. Il Paese ha bisogno di una strategia industriale chiara, di investimenti, di politiche capaci di sostenere l’occupazione, accompagnare le trasformazioni produttive e garantire un futuro alle lavoratrici, ai lavoratori e alle imprese. Su questi temi, il Sindacato continuerà a fare la propria parte, con responsabilità, competenza e determinazione.