7 Ottobre 2026

NON SOLO TESTIMONI, MA PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO

Il Congresso rappresenta il momento più alto della vita democratica della nostra Organizzazione: è l’occasione per fare un bilancio del lavoro svolto, ma soprattutto per definire la direzione che vogliamo seguire in futuro.

In questi ultimi quattro anni, abbiamo attraversato trasformazioni profonde, nel contesto politico, economico, sociale e internazionale, ma anche all’interno della nostra Organizzazione. Tutto è cambiato e di questa trasformazione possiamo sentire l’orgoglio di essere stati non solo testimoni, ma protagonisti.

Il percorso è stato lungo. È iniziato, infatti, con il Consiglio nazionale straordinario del 4 luglio 2020, quando venne delineato quello che allora definimmo “il più grande cambiamento del nostro tempo”. Non abbiamo tradito le attese.

Quanto accaduto in questi giorni, del resto, è significativo: la presenza del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scatenato dibattiti e discussioni che hanno avuto una forte eco mediatica, ma non solo. Mi permetto di ricordare che anche il 4 luglio 2020 era presente il Presidente del Consiglio, allora Giuseppe Conte. La sua partecipazione fu considerata, tuttavia, istituzionale, priva di qualsiasi strumentalizzazione. Il confronto con le polemiche che hanno accompagnato la stessa situazione in questo Congresso racconta quanto siamo realmente cambiati.

Non è la nostra linea politica ad essere cambiata: è rimasta, anzi, sempre coerente e con al centro il lavoro e le persone. Ad essere cambiato, invece, è il ruolo della Uil.

Oggi, più di allora, la nostra Confederazione rappresenta un interlocutore centrale nei grandi processi di trasformazione del Paese e, proprio per questo, ogni nostro confronto con le Istituzioni diventa motivo di attenzione. Se c’è un aspetto sul quale dobbiamo ancora crescere è, forse, la capacità di raccontare, con maggiore efficacia, il lavoro svolto e i risultati ottenuti in questi anni.

Guardando al futuro, la relazione del nostro Segretario generale, Pierpaolo Bombardieri, ha indicato con chiarezza la linea politica e l’azione sindacale che guiderà l’Organizzazione nei prossimi quattro anni, con l’obiettivo ancora più radicato di essere protagonisti delle politiche industriali, economiche, energetiche e tecnologiche, attraverso ciò che da sempre costituisce la nostra forza: la contrattazione.

Vorrei soffermarmi, a tal proposito, su un elemento emerso con evidenza in questo intenso dibattito congressuale: le politiche industriali non si decidono più esclusivamente entro i confini nazionali. Molte delle scelte che incidono sul futuro del nostro sistema produttivo maturano in Europa e, troppo spesso, sono il risultato di un approccio ideologico che finisce per indebolire la competitività delle imprese italiane. Il costo dell’energia rappresenta oggi uno dei principali fattori di svantaggio per il nostro apparato industriale.

Per questo proponiamo una strategia fondata sul principio della neutralità tecnologica, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia energetica del Paese attraverso un maggiore utilizzo delle risorse nazionali, dal gas all’idroelettrico, valorizzando le caratteristiche del sistema produttivo italiano, anziché inseguire modelli costruiti su realtà differenti.

Il punto fondamentale, tuttavia, resta un altro ed è ciò che definisce la nostra identità. Noi non siamo imprese, non siamo forze politiche: siamo un’organizzazione sindacale che fa della contrattazione la propria missione. Siamo contrattualisti. Abbiamo il dovere di governare ogni processo di trasformazione, contrattualizzandone gli effetti sulle lavoratrici e sui lavoratori che rappresentiamo, a partire dalle sfide poste dall’Intelligenza artificiale. In questa prospettiva si inserisce anche la conferma della detassazione dei rinnovi contrattuali, uno strumento concreto per rafforzare il potere d’acquisto dei salari.

Vorrei, infine, richiamare il valore della nuova stagione confederale che stiamo costruendo insieme. Una stagione nella quale la categoria è più forte perché è più integrata nella strategia della Confederazione. La linea politica indicata da Pierpaolo Bombardieri in questi sei anni rappresenta il riferimento che continueremo a tradurre, ogni giorno, nella nostra azione sindacale.