7 Ottobre 2026

FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL DAL 2014 AL 2018.

Il XVI Congresso si fece a Roma, all’EUR, dal 19 al 21 di novembre del 2014, con lo slogan: “Lavoro, voglia di riscatto”. L’obiettivo era reagire alla crisi finanziaria del 2007, che in Italia si era sommata alla lunga stagnazione della produttività, delle retribuzioni e dell’occupazione. Durante i lavori congressuali, ci fu anche un durissimo scontro tra la UIL e il Governo Renzi. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, infatti, abbandonò la sala all’annuncio della decisione di proclamare lo sciopero generale contro il Jobs Act

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FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL DAL 2022 AL 2026

Per il sindacato contemporaneo sono cruciali temi antichi, riproposti in modo nuovo, come la sicurezza sul lavoro, rivendicata nella campagna Zero Morti sul Lavoro che ha conquistato respiro anche europeo; temi imprescindibili, ma a lungo trascurati, come quelli derivanti dalla mancata applicazione dell’articolo 39 della Costituzione e temi innovativi, come quelli generati dall’Intelligenza Artificiale, ultima incarnazione dell’antico duello umano-macchina.

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FRAMMENTI DI STORIA I CONGRESSI DELLA UIL DAL 2002 AL 2006

Nel mondo antico, il lavoro manuale era considerato indegno di un uomo libero: era roba da schiavi. Come scriveva Simone Weil, “la nozione di lavoro considerato come un valore è di sicuro l’unica conquista spirituale che il pensiero umano abbia fatto dopo il miracolo greco”. La UIL ha sempre creduto nel valore del lavoro. Il suo primo logo, ad esempio, richiamava la ruota dentata: il simbolo, per l’appunto, del lavoro e del suo valore, che troviamo anche, e non a caso, nello stemma della Repubblica Italiana. E proprio sulla scia di questa consapevolezza, il XIII Congresso si svolse al Lingotto, a Torino, dal 3 al 6 marzo del 2002, con lo slogan “Più valore al lavoro!”.

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FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL DAL 1989 AL 1998

A partire dal 1989, cambiò il mondo. L’abbattimento del Muro di Berlino aprì la fase della fine della Guerra fredda che si completò con lo scioglimento dell’Unione Sovietica, nel 1991. Il tentativo di Gorbacev, iniziato nel 1985, si era rivelato fallimentare: il comunismo dell’URSS era irriformabile.

Il X Congresso della UIL si tenne a Venezia, nel 1989, proprio un pugno di giorni prima dell’inizio della fine del mondo bipolare. Lo slogan, “far funzionare l’Italia”, dimostrava la piena consapevolezza dell’organizzazione della necessità di una profonda modernizzazione del Paese, i cui difetti, tollerati durante la Guerra fredda, non erano più sopportabili nel nuovo scenario.
Il X Congresso della UIL si tenne a Venezia, nel 1989, proprio un pugno di giorni prima dell’inizio della fine del mondo bipolare. Lo slogan, “far funzionare l’Italia”, dimostrava la piena consapevolezza dell’organizzazione della necessità di una profonda modernizzazione del Paese, i cui difetti, tollerati durante la Guerra fredda, non erano più sopportabili nel nuovo scenario. La formula del sindacato dei cittadini, lanciata nel 1985 con il IX Congresso, venne fatta propria dal X Congresso e recepita nel logo stesso della UIL. La UIL del “far funzionare l’Italia” e del “sindacato dei cittadini” era dunque pronta per la grande prova del 1992-93.

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CONTRATTAZIONE PER IL GOVERNO DELL’IA. SOSTENIBILITÀ SOCIALE PER LA SFIDA DEI CAMBIAMENTI

Sono trascorsi circa due anni da quando PierPaolo Bombardieri e la Segreteria confederale hanno compiuto una scelta lungimirante: approfondire il terreno dell’Intelligenza artificiale.

Un’Organizzazione vocata alla modernità e caratterizzata da un approccio umile studia, si informa e si attrezza, perché è convinta che il cambiamento non vada subìto, ma indirizzato e orientato.

Servendosi del contributo di un comitato scientifico composto da competenze complementari, ma tutte focalizzate sulla sfida dell’IA, l’obiettivo della Uil è stato fin da subito duplice: comprendere come la transizione digitale e tecnologica stia impattando e trasformando il mondo del lavoro, per rappresentare al meglio le istanze di lavoratrici e lavoratori dentro questa trasformazione pervasiva; e capire come l’Intelligenza artificiale possa essere utilizzata anche all’interno dell’Organizzazione, per potenziare la nostra missione quotidiana.

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FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL, DAL 1977 AL 1985

Il VII Congresso si svolse a Bologna, nel 1977. Lo slogan: “Partecipare per cambiare”. È evidente che la Uil concepiva il ruolo del Sindacato non solo nei luoghi di lavoro, ma nella società, attraversata da profondi cambiamenti di cui la Uil voleva essere parte, per contribuire a orientarne la direzione in senso modernizzatore e progressista. È questa una costante della cultura riformista di cui la Uil è portatrice. Il movimento del ’77, che proprio a Bologna chiuderà la sua parabola nel settembre di quell’anno cupo, rappresenterà di contro istanze prevalentemente massimaliste e violente, nonostante l’ambizione di incarnare il nuovo. La Uil proponeva un punto di vista certamente avversario dell’estremismo di sinistra, ma anche del moderatismo strumentale del Pci, piegato all’obiettivo dell’ingresso dei comunisti al Governo.

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FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL, IL DECENNIO 1964-1973

Il IV Congresso si svolse a Montecatini, nel 1964. Lo slogan: “La programmazione rafforza l’azione sindacale e ne garantisce l’efficacia democratica”. La Uil colse la novità del convergere di tanti protagonisti della storia politica ed economica di quegli anni sull’idea della programmazione: da Saraceno a Lombardi, da Giolitti a La Malfa. Il programma era imponente: riduzione del divario Nord-Sud, crescita e piena occupazione, riforma della Pubblica amministrazione, infrastrutture di trasporto e comunicazione, un moderno sistema di servizi sociali (casa, sanità, istruzione), riforma fiscale. La tragica scomparsa di Enrico Mattei (1962), le crisi Olivetti e Montecatini fecero sì che si parlasse, poi, di appuntamenti mancati. Non per tutti, però. L’Autostrada del Sole, ad esempio, fu realizzata in meno di un decennio, dal 1956 al 1964.

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L’anima europeista della Uil: una costante storica

Se la Uil non fosse nata. Se, nella logica della guerra fredda, il sindacato in Italia si fosse strutturato su due blocchi contrapposti, facenti capo l’uno agli Usa e l’altro all’Urss. Quali conseguenze ci sarebbero state? Possiamo immaginarne alcune. Certamente il sindacato sarebbe stato subordinato alla politica. Difficilmente avrebbe recuperato unità d’azione in tempi relativamente brevi. Probabilmente avrebbe mancato l’appuntamento con il movimento dell’autunno caldo e non avrebbe avuto la forza di “sindacalizzarlo”. Senza alcun dubbio, la cultura sindacale europea in Italia non avrebbe avuto cittadinanza.

La Cgil era impregnata di una visione marxista e sovietica, con la concezione del sindacato come “cinghia di trasmissione” del partito. L’anti-Cgil era egemonizzata dai cattolici. Quella che, poi, sarebbe diventata la Cisl, nei primi tempi, non aveva ancora scoperto il valore della confederalità e il contrattualismo che mutuava dagli americani evitava, sì, la possibile strumentalizzazione politica dell’azione sindacale, ma era esposto a forme di corporativismo aziendalista.

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FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL, GLI ANNI ‘50

Per un’organizzazione sociale o politica, il Congresso è il più importante momento di democrazia interna. Se tra i partiti, questa fase tende a perdere la sua centralità, nel Sindacato confederale resta un insostituibile appuntamento, caratterizzato da una sua complessità. Vengono, infatti, azzerate, prima, e ricostituite, poi, tutte le cariche, a livello verticale di categoria e a livello orizzontale territoriale, fino al culmine della stagione congressuale, con il Congresso nazionale confederale.

La UIL ha vissuto, per la prima volta nel 1953, la capillarità dell’iter congressuale. L’assemblea si svolse a Roma. Italo Viglianesi, d’intesa con Raffaele Vanni, passò dal ruolo di coordinatore a quello di Segretario generale. Lo slogan del congresso fu: Pace, Libertà, Lavoro. Significativo il richiamo alla pace e alla libertà insieme: l’unità antinazifascista già non c’era più.

Sullo scenario internazionale, la Corea del Nord, comunista, aveva invaso, nel 1950, la Corea del Sud, alleata USA. Nel 1953, la “guerra calda” finiva con il congelamento delle posizioni all’altezza del 38° parallelo, ma il conflitto proseguiva con la “guerra fredda”.

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Alle origini del bilancio comune

Il quadro finanziario pluriennale, proposto dalla Commissione europea, ha fatto molto discutere: prevede importanti modifiche alla contabilità di Bruxelles e non poteva essere altrimenti. In una fase di grandi mutamenti economici, politici e sociali, come ha dichiarato la stessa Von Der Leyen, “L’Europa deve tenere il passo”, anche in termini di bilancio. Un assioma valido da sempre, da quando fu istituita la prima stima del fabbisogno finanziario europeo con la nascita, insieme all’Euratom, della Cee. Questa, dopo il periodo transitorio per il completamento del Mercato comune, si ritrovava in una difficile situazione di stallo.

Era la fine degli anni ’60 e il fallimento del piano Fouchet, la crisi della sedia vuota e i due veti di De Gaulle all’ingresso del Regno Unito, avevano fiaccato l’esprit communitaire. Nel mentre, la tensione sociale andava di pari passo con quella finanziaria. Il sistema di Bretton Woods era prossimo al collasso e le crisi valutarie convinsero i Sei a ragionare su un’integrazione monetaria. Un’opzione valida perfino per Parigi, pronta anche a ritirare lo storico veto sul Regno Unito. In cambio, però, chiedeva la riforma finanziaria della Pac, sostenuta anche da altri Stati della Cee.

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