8 Ottobre 2026
ISS Italo viglianesi

FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL, IL DECENNIO 1964-1973

Il IV Congresso si svolse a Montecatini, nel 1964. Lo slogan: “La programmazione rafforza l’azione sindacale e ne garantisce l’efficacia democratica”. La Uil colse la novità del convergere di tanti protagonisti della storia politica ed economica di quegli anni sull’idea della programmazione: da Saraceno a Lombardi, da Giolitti a La Malfa. Il programma era imponente: riduzione del divario Nord-Sud, crescita e piena occupazione, riforma della Pubblica amministrazione, infrastrutture di trasporto e comunicazione, un moderno sistema di servizi sociali (casa, sanità, istruzione), riforma fiscale. La tragica scomparsa di Enrico Mattei (1962), le crisi Olivetti e Montecatini fecero sì che si parlasse, poi, di appuntamenti mancati. Non per tutti, però. L’Autostrada del Sole, ad esempio, fu realizzata in meno di un decennio, dal 1956 al 1964.

Dal 1962 era cominciata la storia del centrosinistra, la nuova formula politica con cui si superò il centrismo democristiano. Si realizzò la riforma della scuola media unica e la nazionalizzazione dell’energia, con la creazione dell’Enel. In cantiere, intanto, c’era il progetto dello Statuto dei lavoratori. Il Ministro del lavoro, il socialista Brodolini, fu presente al Congresso di Montecatini. Il mondo del lavoro era interessato, in quegli anni, da episodi sempre più significativi di risveglio conflittuale e di pratica dell’unità sindacale, dagli elettromeccanici ai chimici, ai primi passi dei lavoratori pubblici.

Il Congresso successivo, il V, si svolse nell’autunno del ’69, stagione cruciale del sindacalismo italiano. La sede fu Chianciano. Lo slogan: “Un Sindacato forte per una società giusta”, che rivela consapevolezza sia della forza che il movimento stava acquisendo sia il monito a non spenderla solo dentro le mura delle fabbriche, ma nella società. Il primo grande sciopero per le riforme fu quello del 19 novembre 1969, per la casa. Qualche giorno dopo, i metalmeccanici, in lotta per il contratto, diedero vita alla prima delle grandi manifestazioni sindacali nazionali a Roma, il 28 novembre 1969. L’azione di Cgil, Cisl, Uil fu decisiva per insegnare, a un movimento come quello che si manifestò nell’autunno caldo, il metodo sindacale della costruzione di piattaforme e della gestione appropriata delle lotte a supporto delle rivendicazioni, evitando fiammate episodiche. Decisive furono la grande legge di sostegno all’attività sindacale, lo Statuto dei lavoratori del 1970, e la costruzione della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil, del 1972.

Il Sindacato si impegnò a fondo anche per difendere la democrazia, dallo stragismo fascista prima, con il suo tragico esordio con la bomba a Milano, il 12 dicembre 1969, e dal terrorismo rosso, poi.

La successione a Viglianesi vide, in un primo momento, la compresenza di tre Segretari generali, Ravecca, Ravenna e Vanni. Poi, il Comitato centrale del 27 ottobre 1971 elesse il repubblicano Vanni a Segretario generale della Uil. L’unificazione socialista del 1966 fece decadere l’obbligo dei socialisti di iscriversi alla Cgil e sancì la libertà di adesione al sindacato preferito. La componente socialista divenne maggioritaria in Uil al Congresso di Chianciano.

Il VI Congresso si tenne a Rimini, nel 1973. Lo slogan: “L’unità della Uil per l’unità di tutti i lavoratori”. Il richiamo all’unità interna evidenziava le tensioni che aveva provocato la definizione dell’unità tra le tre confederazioni, che alla fine si realizzò nel 1972 nella forma della Federazione unitaria Cgil, Cisl, Uil. Non passò l’idea dell’unità organica. I metalmeccanici vollero andare oltre e costituirono la Flm, con tessera unitaria per i nuovi iscritti.

Il 1973 fu un anno importante, momento di svolta del ciclo economico: il trentennio glorioso della crescita post-bellica finiva, sostituito da un cocktail micidiale di inflazione e stagnazione. La stagione delle conquiste sindacali non terminò subito. Il rinnovo del contratto dei metalmeccanici del 1973, ad esempio, conteneva l’inquadramento unico operai-impiegati e le 150 ore per il diritto allo studio.