7 Ottobre 2026
ISS Italo viglianesi

FRAMMENTI DI STORIA. I CONGRESSI DELLA UIL DAL 2014 AL 2018.

Il XVI Congresso si fece a Roma, all’EUR, dal 19 al 21 di novembre del 2014, con lo slogan: “Lavoro, voglia di riscatto”. L’obiettivo era reagire alla crisi finanziaria del 2007, che in Italia si era sommata alla lunga stagnazione della produttività, delle retribuzioni e dell’occupazione. Durante i lavori congressuali, ci fu anche un durissimo scontro tra la UIL e il Governo Renzi. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, infatti, abbandonò la sala all’annuncio della decisione di proclamare lo sciopero generale contro il Jobs Act. È bene ricordare che, fin dai suoi primi giorni, il governo di allora, dimostrò un atteggiamento negativo nei confronti del sindacato tutto, teorizzando la cosiddetta “disintermediazione” e arrivando a minacciare la sostituzione della legge al contratto. Il mancato rinnovo di molti Ccnl privati e il blocco di quelli pubblici crearono un momento di grave pericolo per il futuro della contrattazione. I rapporti tra CGIL e CISL, poi, erano talmente difficili che senza la paziente azione di ricucitura del segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo, difficilmente si sarebbe riusciti a condurre in porto tutti i rinnovi contrattuali, scongiurando le pesanti minacce del governo al sindacato.

In quegli anni, però, a preoccupare non era solo il deprimente scenario economico e sociale, bensì anche il risveglio delle sfide politiche tra potenze, a cominciare dal revisionismo russo dei confini. Proprio nel 2014 avveniva la prima gravissima invasione russa dell’Ucraina con annessione della Crimea. La reazione al ritorno della guerra in Europa fu debole e, probabilmente, convinse più di un autocrate che politiche aggressive potevano avere successo.

Anche il quadro politico si stava deteriorando, investito da una forte ondata populista in tutto l’Occidente che culminerà nella Brexit del 2016 e nella prima elezione di Donald Trump nel 2017.  In Italia, in particolare, il Governo Renzi, in carica dal febbraio 2014, perse rapidamente la sua popolarità e la sconfitta nel referendum costituzionale del 2016 lo convinse alle dimissioni. Le successive elezioni politiche del 2018 porteranno anche l’Italia nel gorgo populista.

Il XVII Congresso si celebrò alla Nuvola di Fuksas, a Roma, dal 21 al 23 giugno 2018, all’insegna dello slogan “Con equilibrio nella direzione giusta“. Il riferimento era alla faticosa, ma efficace diplomazia esercitata dalla UIL nei confronti di CGIL e CISL per chiudere bene la stagione contrattuale. L’equilibrio, tra l’altro, richiede quella capacità di ascolto e mediazione che la stessa Organizzazione ha esercitato nell’affrontare le tragedie dell’immigrazione non governata nonché dell’aumento vertiginoso di profughi in fuga da paesi in guerra o flagellati da violenza tribale e carestie. Un evento memorabile, in questo senso, è stato il Patto di Lampedusa del 2017, un’iniziativa della UIL per promuovere il dialogo tra i sindacati dell’area mediterranea, a cui parteciparono anche israeliani e palestinesi.

Il XVII Congresso fu poi l’occasione per una prima mostra storica sul sindacalismo riformista italiano, di cui la UIL è l’erede più significativo. L’esposizione ne raccontava genesi ed evoluzione: dal mutuo soccorso alle leghe di resistenza, dalle camere sindacali alle federazioni di mestiere, alla fondazione della confederazione CGdL nel 1906. Questa era guidata sempre da riformisti, di cui il più ricordato fu giustamente Bruni Buozzi che la UIL, sin dalla sua costituzione, ha assunto come suo padre spirituale.