LE POLITICHE ABITATIVE: COSTRUIRE UN NUOVO WELFARE, GARANTIRE DIRITTI E SPAZI DI SOCIALITA’
Con oltre 40 mila provvedimenti di sfratto di cui 21 mila eseguiti, nel 2024, non si può che accendere più di una luce sul tema della casa.
La questione abitativa, si è nel tempo fortemente acuita, complici la perdurante crisi economica, l’assenza di adeguate politiche pubbliche e i mutamenti demografici e socioeconomici, che hanno accentuato disuguaglianze ed esclusione sociale. L’accesso alla casa, come risposta a un bisogno primario, è innanzitutto un tema di diritto.
WELFARE, SANITA’ E FISCO GIUSTI ED EFFICIENTI, PILASTRI DI UNO STATO CIVILE
La discussione sul futuro dello Stato sociale non può più essere rinviata. Viviamo una fase storica in cui il welfare, così come lo abbiamo conosciuto, è messo sotto pressione da trasformazioni profonde: demografiche, tecnologiche, sociali ed economiche. Ecco perché è necessario avviare un confronto che vada oltre l’emergenza annuale della manovra economica e si concentri su ciò che vogliamo garantire alle persone nei prossimi anni: pensioni dignitose, servizi pubblici di qualità, sanità accessibile, protezione sociale solidale, politiche per giovani e famiglie.
UN SINDACATO FORTE, RAPPRESENTATIVO E MODERNO PER GESTIRE LE TRANSIZIONI
Il 2025 si conclude lasciando sul tavolo questioni decisive per il futuro del lavoro e della democrazia economica.
In questo scenario, la Uil sceglie di concentrare l’iniziativa politica su due assi strategici: rappresentanza e welfare. Non temi tecnici, ma scelte che definiscono chi decide, con quale legittimità e in nome di chi: senza regole chiare sulla rappresentanza, ogni discussione su salari, diritti e tutele resta fragile.