Dalla relazione programmatica del Segretario generale PierPaolo Bombardieri emerge un’idea di Paese profondamente diversa: più equa, coesa e socialmente giusta. Oggi la sfida fondamentale per la Uil Lombardia è portare concretamente nei singoli territori e in ogni posto di lavoro le scelte strategiche e le campagne di mobilitazione dell’Organizzazione. Questo percorso operativo sarà affrontato in prima linea insieme a tutte le categorie, ai delegati, ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e agli operatori dei servizi, a cui va il ringraziamento del Sindacato per l’insostituibile lavoro di tutela svolto ogni giorno.
La Lombardia è storicamente definita la locomotiva d’Italia e uno dei motori d’Europa, capace da sola di produrre il 23% del Pil nazionale grazie a un tessuto economico tra i più sviluppati. Tuttavia, questa ricchezza non deve nascondere le profonde criticità che colpiscono i cittadini. Sotto la superficie dei dati macroeconomici emergono, infatti, forti contraddizioni sociali. Il paradosso generazionale, innanzitutto,perché la regione attira giovani talenti qualificati, ma, a causa di prospettive instabili, finisce per perderne la maggior parte nel lungo termine. La crisi della sanità, inoltre,in quanto, pur vantando un’eccellenza storica, i cittadini e i lavoratori della salute affrontano ogni giorno liste d’attesa infinite, carenza cronica di personale medico e infermieristico e condizioni di lavoro difficili. L’emergenza sicurezza, infine, perché in Lombardia si registra circa il 20% delle aggressioni totali a livello nazionale a danno dei lavoratori dei servizi e della sanità. Una piaga sociale inaccettabile da contrastare come priorità assoluta.
Sul piano delle riforme istituzionali, la posizione della Uil Lombardia è netta: l’autonomia differenziata non è la soluzione ai problemi strutturali, ma rischia di istituzionalizzare un Paese a due velocità, aumentando i divari territoriali. Nemmeno una regione avanzata come la Lombardia può considerarsi isolata, poiché lo sviluppo economico è strettamente interconnesso alla tenuta sociale dell’intera nazione.
La ricetta alternativa proposta dalla Uil si articola su tre pilastri:rafforzare la contrattazione collettiva di secondo livello (aziendale e territoriale) per redistribuire la produttività e rispondere ai bisogni reali;investire risorse strutturali sulla sanità pubblica, sulle politiche abitative per le famiglie e sulla mobilità locale, attraverso il rifinanziamento del Fondo nazionale trasporti; garantire salari dignitosi che permettano alle nuove generazioni di progettare il futuro con serenità, e non semplicemente di sopravvivere.
Il viaggio congressuale nei territori ha permesso di toccare con mano esperienze umane profonde: la testimonianza e il coraggio civile di Alice a Bologna, la battaglia per la legalità di Pinuccio Fazio a Bari, fino all’emozione dei ragazzi che in Calabria studiano e si impegnano sulla sicurezza sul lavoro.
Questo immenso patrimonio di valori, memoria e solidarietà è ciò che il Sindacato continuerà a difendere. Sarà il nostro faro anche nell’era dell’Intelligenza artificiale, una tecnologia che deve essere governata mettendo sempre al centro i diritti e la dignità delle persone.
Guardando indietro a quel ragazzo di soli 21 anni che, 41 anni fa presso lo scalo aeroportuale di Malpensa, firmava con speranza la sua prima tessera d’iscrizione alla Uil, la risposta oggi è una sola, fiera e consapevole: “sì, hai fatto la cosa giusta”. Questa scelta rappresenta una promessa mantenuta. L’appartenenza alla Uil non permette di rimanere indifferenti di fronte alle ingiustizie e alle disuguaglianze: un’Organizzazione che sta da sempre dalla parte degli ultimi, confermandosi come il vero Sindacato delle persone.