Il Congresso rappresenta un momento fondamentale di democrazia, partecipazione e responsabilità, non soltanto un passaggio formale, ma un’occasione per fermarsi, riflettere sul percorso compiuto e scegliere insieme la direzione da intraprendere.
Il Piemonte è una terra profondamente legata al valore del lavoro. Una regione industriale, manifatturiera e produttiva, costruita sulla competenza, sulla professionalità e sull’impegno di generazioni di lavoratrici e lavoratori. Negli ultimi anni, la mia Regione ha saputo sviluppare anche una crescente vocazione turistica e culturale, ma lo sviluppo non può prescindere dalla capacità di creare servizi, infrastrutture e occupazione qualificata, garantendo opportunità e futuro in tutti i territori.
Come Uil Piemonte abbiamo scelto la strada della presenza, dell’ascolto e della contrattazione. Siamo stati accanto alle persone nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici, nei servizi e nelle comunità più colpite dalle difficoltà economiche e sociali.
La mia Regione vive una fase complessa, nella quale convivono debolezze e grandi potenzialità. Da un lato, ci sono crisi che riguardano settori strategici, come l’automotive e parte della manifattura avanzata; dall’altro, esistono eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale, dall’aerospazio all’Intelligenza artificiale, fino alla ricerca in ambito sanitario.
Per la Uil mettere al centro la persona significa fare una scelta precisa: il lavoro deve tornare a essere uno strumento di dignità e di autonomia. Oggi, avere un’occupazione non sempre significa vivere con serenità. Il lavoro povero, la perdita del potere d’acquisto, la precarietà sono problemi reali che richiedono risposte concrete. La nostra sfida è creare lavoro stabile, sicuro, qualificato e adeguatamente retribuito.
In questa prospettiva, dobbiamo governare le transizioni, non subirle. L’innovazione deve rappresentare un’opportunità di crescita e partecipazione, non un fattore di nuove disuguaglianze. Servono politiche industriali, investimenti, formazione continua, riqualificazione professionale e un coinvolgimento pieno del Sindacato. Una transizione senza giustizia sociale rischia di danneggiare i più deboli.
Tra le priorità della nostra azione restano centrali la difesa della sanità pubblica e la valorizzazione del Pubblico impiego. La salute è un diritto universale e non può dipendere dal reddito o dal luogo in cui si vive. Allo stesso modo, chi lavora nei comuni, nelle scuole, negli enti locali e nelle amministrazioni pubbliche garantisce ogni giorno servizi fondamentali e coesione sociale: il lavoro pubblico è una risorsa strategica da valorizzare.
Anche il Pnrr rappresenta una grande opportunità. Gli investimenti avviati possono contribuire a modernizzare servizi e territori, ma è necessario superare ritardi, carenze di personale e difficoltà organizzative.
Non possiamo, infine, dimenticare la battaglia per la salute e la sicurezza sul lavoro. Continuare a morire lavorando non è una fatalità: è il risultato di mancanza di prevenzione, controlli, formazione e investimenti. La sicurezza è un diritto fondamentale e la campagna per “Zero morti sul lavoro” continuerà a essere una priorità del nostro impegno quotidiano.
Guardiamo al futuro con la consapevolezza che le nuove generazioni pretendono risposte. Troppi giovani, ma anche molti adulti, vivono condizioni di precarietà che impediscono di costruire un progetto di vita dignitoso. Per questo motivo, ci batteremo per rafforzare la contrattazione collettiva, contrastare il dumping e promuovere un modello di sviluppo fondato sulla qualità del lavoro.
La Uil continuerà a essere un Sindacato libero, autonomo e riformista, capace di sostenere lo sviluppo, ma sempre dalla parte delle persone.