Lo possiamo chiamare scontro identitario o confronto culturale, di certo negli ultimi quattro anni ci siamo misurati, dentro e fuori l’Organizzazione, nel merito delle proposte e nella modalità di assumere le decisioni. Stiamo ridefinendo i rapporti unitari, quelli con la politica e con l’impresa.
È il tempo dell’appartenenza e dobbiamo investire le nostre migliori energie per affermare un laburismo pragmatico, quale cultura e disegno politico del Sindacato che siamo, nell’alveo della nostra migliore tradizione laica e riformista.
Diamo, oggi, forza a un’Organizzazione inclusiva che si batte per una società più giusta, caratterizzandosi per proposta valoriale e politica, nell’essere Sindacato del contratto e Sindacato del confronto sociale, praticando il pluralismo fino ad affrontare il confronto interculturale con l’obiettivo di includere e integrare.
È la linfa di una quercia ormai quasi secolare, che ha solide radici nei cinque pilastri fondanti del terzo Sindacato italiano, candidato a diventare il primo.
È un’esperienza che si nutre del nobile compromesso costituzionale della Repubblica fondata sul lavoro e del sogno dell’Europa politica e sociale. Un’idea di Organizzazione, quale comunità di scopo e agenzia educativa, pronta a metterci la faccia per affrontare la questione salariale, ridurre le diseguaglianze e battere la povertà materiale e culturale che ci circonda.
Nulla a che fare con la notte dell’indifferenza e della rassegnazione, espressione di una malata cultura patriarcale, dello squilibrato rapporto tra capitale e lavoro o di rabbiose rendite di posizione. Tutto a che fare con il giorno dell’etica della responsabilità presente nel lascito del pensiero pulito di Altiero Spinelli.
Nulla a che fare con l’ombra del movimentismo per il blocco sociale contro il nemico. Tutto a che fare con la luce del dubbio e del dialogo del laico e riformista Norberto Bobbio.
Ciò nella convinzione più profonda che dobbiamo perseguire l’unità d’azione con Cgil e Cisl.
La stagione dei contratti è di nuovo alle porte e, in un Paese attraversato da profonde tensioni politiche e sociali, a noi compete aumentare il potere d’acquisto di coloro che rappresentiamo, batterci per la parità di genere e fermare le morti sul lavoro.
Dieci contratti nazionali per cinque milioni di lavoratrici e lavoratori attendono un tempestivo rinnovo nel terziario, nel turismo e nei servizi. Sono già in consultazione le prime piattaforme che, in coerenza con l’accordo quadro, batteranno cassa e sfideranno l’impresa sui tempi di vita e di lavoro. Costituiremo un fondo apposito per sostenere, quando servirà, la mobilitazione.
Nulla è stato mai concesso senza lottare.
Siamo stati ascoltati dal Governo rispetto alla necessità di aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e garantire l’applicazione dei contratti collettivi più rappresentativi. Dobbiamo tuttavia continuare a chiedere politiche fiscali più eque, una sanità pubblica efficiente, investimenti per lo sviluppo e una politica estera all’altezza della vocazione europeista dell’Italia.
Facciamo tutto ciò nello spartiacque tra la notte e il giorno.
La notte è rappresentata dalle due Americhe separate in casa. Il giorno è rappresentato dal nostro Presidente della Repubblica, che più di ogni altro ha saputo affrontare a viso aperto chi ha strappato le carte del diritto internazionale, dare speranza ai giovani, fare da megafono allo scandalo delle morti sul lavoro e condannare senza mezzi termini i banditi che rendono povere le persone e ricche le imprese.
Tra la notte e il giorno si colloca anche l’uso dell’Intelligenza artificiale. Dobbiamo evitare discriminazioni e consentire la distribuzione dei margini di produttività e del tempo libero che potrebbero generarsi.
È in questo contesto che la Uiltucs è pronta a rappresentare, insieme alla Uil, il terziario di mercato nella sua complessità, quale frontiera del lavoro che cambia, perché abbiamo esperienza, presidio territoriale e la missione nel sociale nel cuore. Siamo pronti a contarci e, se serve, anche a cambiare pelle.
Sobrietà e competenza, umiltà e senso di appartenenza, militanza e pensare pulito sono le caratteristiche della nostra carta d’identità. Al plenipotenziario supponente, sempre in credito e mai a debito, preferiamo il dubbio e il dialogo, che da sempre si sposano con l’utopia e con l’”Io ho un sogno” di Martin Luther King.
Pierpaolo, hai saputo guidarci nel migliore dei modi. Confidiamo in te, saremo al tuo fianco nel tempo che verrà.