11 Ottobre 2026

ELEVARE I LIVELLI SALARIALI È UN’URGENZA PER LA NOSTRA DEMOCRAZIA

Austerità, tagli allo stato sociale e compressione dei diritti. I nostri salari reali sono tragicamente fermi dagli anni ’90. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un paradosso inaccettabile: a fronte di un crollo del 12% dei salari reali dei lavoratori italiani, le imprese hanno registrato un incremento medio dei profitti del 45%. Non vi è stata alcuna redistribuzione di questi margini, né alcuna inversione di tendenza nei modelli organizzativi.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DEVE PRIMA DI TUTTO ASSOLVERE L’ASPETTO DEL CONTROLLO

La velocità di sviluppo dell’Intelligenza artificiale è esponenziale e di fatto non si riesce a prevedere quali saranno le sue ricadute sulla società e, quindi, sul lavoro. Tutti concordiamo sul fatto che si tratta di un fenomeno che va governato e non subìto.

Tra il dire e il fare, tuttavia, non c’è il mare, ma due interi oceani. C’è un dato di partenza geografico: le società dell’Intelligenza artificiale sono per il 70% statunitensi e per il 30% cinesi.

SCEGLIERE IL MERITO DELLE QUESTIONI, SEMPRE, ANCHE SUL TERRITORIO

Il 2025 per la Uil del Friuli Venezia Giulia ha visto la continuazione e il rafforzamento dei proficui rapporti con la Regione in un percorso condiviso sia con le altre sigle sindacali sia con le associazioni datoriali.

Il contributo regionale, chiesto con forza dalla Uil, unitamente a Cgil e Cisl, per i pensionati con reddito sotto i 15mila euro, giunto al suo secondo anno, è inserito strutturalmente nella programmazione regionale. Le tre sigle sono state coinvolte nella discussione sul Testo unico regionale sul commercio e turismo, che ha recepito le proposte della Uil perché i contributi alle imprese siano condizionati all’applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi. E anche sui nuovi insediamenti commerciali, perché le decisioni siano precedute da un confronto tra regione e parti sociali.