INNOVAZIONE, PERSONE E DIRITTI NELL’ERA DELL’IA
È ridondante fare i complimenti per il tema del Congresso che racchiude implicitamente la nostra cultura riformista che ci impone di sostenere le graduali trasformazioni, le riforme utili, i cambiamenti necessari, quelli possibili, quelli non minacciati o addirittura imposti.
Personalmente credo che il nostro Sindacato faccia benissimo ad adeguarsi e stare al passo con i tempi che cambiano celermente senza perdere di vista i valori di riferimento che lo hanno contraddistinto da sempre e i principi che da sempre hanno guidato le nostre rivendicazioni.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE A SCUOLA: ALLEATA DEI DOCENTI, NON SOSTITUTIVA
Può generare codici, tradurre, riassumere, scrivere testi e trovare informazioni e fonti di ricerca. Può tradurre le nostre voci in un’altra lingua e, in base alle previsioni del tempo, può indicarci in quale fine settimana è meglio andare in una determinata location.
LA SCUOLA AL CENTRO DEL PAESE: UN SINDACATO PROTAGONISTA
“Non è tempo di essere spettatori, siamo parte in causa”. Le parole di PierPaolo Bombardieri indicano una direzione chiara che coinvolge l’intera organizzazione.
Essere parte in causa significa assumersi la responsabilità di trasformare il confronto in un progetto concreto. È con questo spirito che il Congresso nazionale della Uil Scuola si colloca dentro la stagione congressuale della Uil come un grande momento di confronto democratico, partecipazione e assunzione collettiva di responsabilità.
Ed è per questo che riteniamo che la scuola dovrà essere collocata ai primi posti delle agende sindacali e politiche del nostro Paese.
Escludere la scuola dai vincoli di bilancio e dalle rigidità del Patto di stabilità è prioritario. Significa allineare la spesa per l’istruzione alla media europea, investire in modo strutturale su retribuzioni, organici, edilizia, servizi e qualità del sistema, per restituire dignità a un lavoro che viene svolto tutti i giorni con dedizione e professionalità.
Ma non c’è qualità senza stabilità. Il precariato nella scuola non ha eguali in nessun settore del pubblico impiego. Circa 300.000 persone assicurano ogni anno il funzionamento della scuola con contratti a tempo. Per questo serve un piano straordinario di immissioni in ruolo e la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto. Le risorse ci sono, lo dimostrano i dati: la stabilizzazione non è un’utopia, serve la volontà politica.