11 Ottobre 2026

NON RASSEGNARSI MAI ALLE INGIUSTIZIE, ALLA PRECARIATA’, ALLE DISEGUAGLIANZE

Desidero ringraziare il Segretario Generale, PierPaolo Bombardieri, per la relazione che ci ha presentato, che condividiamo pienamente, perché traccia la linea politica e organizzativa che la nostra Uil deve continuare a seguire nei prossimi anni. A PierPaolo va il nostro sincero ringraziamento per il lavoro che, insieme alla Segreteria nazionale, a Benedetto, Emanuele, Santo, Vera e Ivana portano avanti ogni giorno con competenza, equilibrio e determinazione.

IL FUTURO NON LO DECIDONO GLI ALGORITMI, MA LE SCELTE DELLE PERSONE

Oggi tutti parlano di Intelligenza artificiale. Nei convegni, nei giornali, nelle aziende. Sembra quasi che, se non ne parli, sei rimasto indietro. E noi non siamo quelli che hanno paura del cambiamento. Non lo siamo mai stati. Sappiamo che l’innovazione serve, che può migliorare il lavoro, che può semplificare la vita, ma a una condizione: che al centro restino le persone.

Il punto non è la tecnologia, ma cosa ci facciamo con quella tecnologia. Perché se non stiamo attenti, questa non è una rivoluzione che libera, ma che rischia di schiacciare.

ESSERE PARTE IN CAUSA: LA RESPONSABILITÀ DEL CAMBIAMENTO

Il 2026 si apre in un quadro complesso, che impone scelte chiare, responsabilità condivise e una rappresentanza capace di stare dentro il cambiamento. Non è un passaggio neutro, non è un tempo ordinario. È una fase in cui ogni esitazione pesa, ogni ambiguità lascia ferite, perché ciò che è in gioco riguarda il lavoro, i diritti, la dignità delle persone e la tenuta stessa del patto sociale.

Quando il Segretario generale PierPaolo Bombardieri afferma che «non è tempo di essere spettatori, siamo parte in causa», non richiama soltanto all’impegno sindacale. Richiama a una scelta di campo. Essere parte in causa significa rifiutare la comodità dell’attesa, rompere l’illusione della neutralità, assumersi fino in fondo la responsabilità di incidere nel tempo che viviamo.