Desidero ringraziare il Segretario Generale, PierPaolo Bombardieri, per la relazione che ci ha presentato, che condividiamo pienamente, perché traccia la linea politica e organizzativa che la nostra Uil deve continuare a seguire nei prossimi anni. A PierPaolo va il nostro sincero ringraziamento per il lavoro che, insieme alla Segreteria nazionale, a Benedetto, Emanuele, Santo, Vera e Ivana portano avanti ogni giorno con competenza, equilibrio e determinazione.
Un ringraziamento altrettanto sentito va a tutte le delegate, ai delegati, alle dirigenti e ai dirigenti sindacali, in particolare della mia Regione che, ogni giorno, rappresentano la nostra organizzazione nei luoghi di lavoro.
In Sardegna abbiamo scelto di rafforzare il ruolo della Confederazione. Il che non significa sostituirsi alle categorie, ma lavorare al loro fianco costruendo una strategia comune. Oggi nessuno può pensare di affrontare da solo le grandi sfide. La crisi industriale, il futuro della sanità pubblica, i trasporti, la sicurezza sul lavoro, la transizione energetica, l’innovazione e l’intelligenza artificiale stanno cambiando profondamente il nostro Paese. L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta una trasformazione importante: per questo il sindacato deve essere protagonista garantendo che l’innovazione sia al servizio delle persone e non generi nuove disuguaglianze.
Noi rappresentiamo le lavoratrici e i lavoratori, ma anche i pensionati, i giovani che cercano il loro primo impiego, i precari, le donne che ancora subiscono troppe disuguaglianze, le persone più fragili e tutti quei cittadini che chiedono servizi pubblici efficienti, sanità accessibile, mobilità migliore, sicurezza, sviluppo e pari opportunità. Per questo dobbiamo continuare a batterci contro il lavoro povero, contro precarietà, contratti pirata, per la certificazione della rappresentanza, per il valore dei contratti nazionali e per una contrattazione sempre più forte, anche decentrata
Servono salari dignitosi, più tutele e più lavoro stabile. Bisogna incentivare chi crea occupazione buona, chi assume a tempo indeterminato, chi investe davvero sul lavoro. Bisogna continuare a chiedere di detassare il lavoro e gli aumenti contrattuali, non i profitti di pochi. Per questo il tema fiscale è centrale. Non si può continuare a far pagare sempre gli stessi: lavoratori dipendenti e pensionati. Bisogna colpire l’evasione fiscale, tassare i grandi profitti e alleggerire il peso su salari e pensioni e ridurre la tassazione locale.
Non possiamo abbassare la guardia sul tema della sicurezza sul lavoro: è inaccettabile continuare a contare morti, infortuni e incidenti. Un altro tema continua a essere sempre più centrale nella nostra iniziativa sindacale: il ruolo delle donne nel mondo del lavoro e nella società. Non possiamo accettare disparità salariali, ostacoli alla carriera, penalizzazioni legate alla maternità, molestie, violenze e, nel loro volto più drammatico, i femminicidi. La battaglia per la parità di trattamento economico, per il rispetto, per la libertà e per la dignità delle donne è una battaglia di civiltà e sono felice e orgogliosa che sia una battaglia del mio sindacato.
Essere Confederazione significa mettere insieme esperienze, competenze e sensibilità diverse per costruire proposte credibili e dare risposte concrete ai bisogni delle persone. Continueremo a percorrere questa strada. Lo faremo sempre al fianco della Uil nazionale. In questo percorso un ruolo fondamentale è svolto anche dai nostri servizi e dalle nostre associazioni. Il Caf, l’Ital, l’Uniat, l’Adoc, l’Ada e tutte le strutture della Uil rappresentano un presidio concreto di tutela, assistenza e vicinanza alle persone. È questa la Uil in cui crediamo: unita, competente, solidale e sempre più presente nei territori.
Voglio chiudere con una frase di Martin Luther King. Leggendola ho pensato che parli anche di noi: “Può darsi che non siate responsabili della situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”. Perché noi non ci rassegneremo mai alle ingiustizie, alla precarietà, alle disuguaglianze e alla perdita di dignità del lavoro. Continueremo a esserci, sempre, al fianco delle persone. Con coraggio. Con passione. Con competenza. E soprattutto con l’orgoglio di appartenere alla Uil.