Sarà un anno molto impegnativo quello appena cominciato, ma anche significativo perché avremo l’occasione di confrontarci con le migliaia di iscritte e iscritti nel corso dell’iter che ci porterà, prima, al Congresso regionale della Uil Campania, il 17 e 18 giugno e, poi, a quello nazionale, il 2, 3 e 4 luglio.
Già nel 2025 avevamo lanciato temi importanti come quello della rappresentanza e, in particolare, quello sulla necessità di avere una certificazione che possa tenere insieme organizzazioni sindacali e datoriali per regolamentare al meglio la centralità della contrattazione e del valore del salario. Oggi, dopo il risultato ottenuto, nella legge di stabilità del governo, con la detassazione degli aumenti contrattuali, misura voluta fortemente dalla nostra Organizzazione, siamo sulla buona strada per contrastare precarietà e dumping contrattuale attraverso, prima, a un accordo tra le parti e, poi, con una legge sulla rappresentanza. Si potrà consegnare così al nostro Paese uno strumento che blocchi la proliferazione di accordi con sindacati inesistenti, non rappresentativi, che generano diseguaglianze, ingiustizie e non tutelano i lavoratori.
Un altro grande tema che non perderemo di vista è quello della sicurezza, che porteremo con noi anche nelle assemblee coi lavoratori e con le lavoratrici, perché in maniera tenace e ostinata vogliamo davvero raggiungere l’obiettivo ambizioso e serio di “Zero morti sul lavoro”. Informare, prevenire e contrastare gli incidenti sul lavoro è la priorità delle priorità e se la nostra campagna di sensibilizzazione non arretra, allo stesso tempo siamo sempre convinti della necessità di riconoscere, per le morti sul lavoro, l’omicidio colposo e l’istituzione di una procura speciale: è un terreno questo sul quale dobbiamo insistere.
Il nostro sguardo, poi, non può ignorare i repentini cambiamenti del mondo del lavoro, le innovazioni, le nuove tecnologie e la rivoluzione dei nostri tradizionali modelli di produzione e di organizzazione del lavoro generata dall’intelligenza artificiale. In questa direzione, è necessaria una rete solida di conoscenze, sapendo che il vecchio Continente, la nostra Europa, non è ancora al passo coi tempi e si ritrova a rincorrere con affanno Paesi come la Cina e gli Stati Uniti d’America.
Non possiamo e non dobbiamo arretrare e, a onor del vero, la Uil è da tempo anche su questo tema. Con le innovazioni tecnologiche e con l’intelligenza artificiale non solo cambia il lavoro e la sua organizzazione, ma nasceranno nuove competenze e professionalità e ne scompariranno altre. Avremo meno lavoro intensivo e abbiamo ancora più fortemente l’esigenza di coniugare riduzione degli orari di lavoro con parità di salario. Un cambiamento non solo giusto, ma inevitabile che va messo al centro della contrattazione. La Uil nella sua evoluzione e crescita ha poi scelto per se stessa un’identità e una mission ambiziose, importanti: essere il Sindacato delle persone. Mettere al centro la persona sembra scontato e invece, oggi più che mai, in un mondo che cambia velocemente in tecnologie e innovazioni, dove siamo sì interconnessi ma non vicini, non lo è affatto. Essere il Sindacato delle persone significa non lasciare indietro nessuno, significa mettere in campo tutti gli strumenti, le competenze e le esperienze delle nostre sindacaliste e dei nostri sindacalisti per contrastare ingiustizie e diseguaglianze, a partire proprio da coloro che non sono “garantiti”.
Per fare questo, per rinnovare la nostra identità e rafforzare la nostra mission, è inevitabile il cambiamento generazionale in seno alla nostra struttura per fortificare le fondamenta del Sindacato del prossimo futuro. Attraverso i nostri obiettivi chiari e grazie alla competenza e alla passione delle nostre sindacaliste e dei nostri sindacalisti, che operano attraverso categorie e confederazioni, dalle grandi città ai piccoli paesi di provincia, la Uil già sta compiendo passi decisivi per diventare il primo sindacato in Italia.