Nella stagione congressuale, ormai iniziata, saranno molteplici gli argomenti che verranno affrontati, ma su alcuni dovremmo soffermarci e riflettere con particolare attenzione, perché collegati direttamente alla nostra azione sindacale.
Uno tra tutti è il tema della rappresentanza, perché impatta direttamente sul modo in cui si definisce chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori, con quale legittimazione e con quali effetti dal punto di vista contrattuale e delle relazioni industriali. Risolvere questo nodo, anche attraverso la definizione di pochissime norme di sostegno all’accordo interconfederale, vorrebbe dire risolvere, una volta per tutte, la questione su chi ha il diritto di parlare a nome delle lavoratrici e dei lavoratori e, conseguentemente, rafforzare la contrattazione, eliminando quindi i contratti pirata e migliorando la democrazia sindacale, per una più efficace tutela e difesa dei diritti e dei salari. Ci sarebbe, così, un impatto importante anche in merito all’esercizio del diritto di sciopero. A oggi, infatti, l’assenza di una regolamentazione chiara in tal senso finisce per penalizzare i sindacati più rappresentativi: non si tratta di pregiudicare per nessuno l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, ma appare quantomai necessario collegare tale esercizio ai principi della democrazia rappresentativa.
Altra questione centrale è quella del welfare, fattore fondamentale per garantire la coesione sociale, la dignità delle persone e il principio di uguaglianza. Un welfare che deve essere universale, efficace e rivolto alle fasce più deboli e fragili della popolazione, attraverso la garanzia di servizi sanitari, assistenziali e sociali adeguati, sempre integrati con coerenti politiche del lavoro e della previdenza.
Strettamente connesso, poi, è il tema delle pensioni. Le misure temporanee non risolvono i problemi strutturali del sistema pensionistico e non garantiscono sostenibilità né equità nel lungo periodo. A tal proposito, serve una riforma effettiva, strutturale e che guardi al futuro. Non si possono continuare ad affrontare i temi del welfare e delle pensioni solo con soluzioni temporanee, perlopiù connesse al contenimento della spesa, ma occorrono maggiori investimenti in sanità, servizi sociali e politiche attive del lavoro. È necessario un cambio di paradigma per approcciare la questione in modo sistemico, con soluzioni che tengano insieme sostenibilità finanziaria, equità sociale e dignità delle persone. La fase congressuale sarà l’occasione per ribadire queste nostre posizioni.