7 Ottobre 2026

GOVERNARE IL CAMBIAMENTO, RAFFORZARE I DIRITTI

In una fase storica segnata da trasformazioni profonde del lavoro e dei sistemi produttivi, il sindacato è chiamato a riaffermare il proprio ruolo di soggetto collettivo capace di rappresentare, contrattare e orientare le scelte che incidono sulla vita delle persone. Per la Uila, insieme alla Uil, dialogo, territorio, contrattazione e democrazia non sono solo parole d’ordine, ma strumenti concreti di azione sindacale.

La stagione congressuale che abbiamo avviato nasce da questa consapevolezza. Non a caso è partita dai territori, da una lega intercomunale, per ribadire che le leghe sono il primo presidio di accoglienza, inclusione e rappresentanza, il luogo in cui si costruiscono le proposte contrattuali e si dà sostanza al confronto istituzionale. È da qui che prende forma una visione di sindacato radicato nel territorio e capace di leggere e interpretare la complessità del presente.

Il Congresso nazionale della Uila, in programma dal 9 al 12 giugno, rappresenterà il momento di sintesi di un percorso collettivo che attraversa il Paese. Con il progetto “La voce dai campi” stiamo raccogliendo esperienze, bisogni e aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli, per riportare al centro del dibattito pubblico chi sostiene una parte essenziale del made in Italy, garantisce tutela ambientale e del paesaggio e racconta nel mondo bontà, tipicità, cultura e bellezza.

Il settore agroalimentare è attraversato da transizioni che pongono interrogativi decisivi. Digitalizzazione, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale stanno modificando l’organizzazione del lavoro e i rapporti di produzione. Il compito del sindacato è governare questi processi, ricercando un equilibrio reale tra sostenibilità ambientale, sociale ed economica, evitando che l’innovazione diventi un fattore di diseguaglianza e precarizzazione.

In questo quadro si colloca “La Campagna dei diritti: salute e sicurezza nel settore agroalimentare”, promossa con l’Ital e con il coinvolgimento del Dimeila (Inail). L’obiettivo “Zero morti sul lavoro” non è uno slogan, ma una responsabilità collettiva che chiama in causa istituzioni, imprese e parti sociali.

La nostra stagione congressuale si caratterizza anche per le battaglie che stiamo conducendo in Europa. Abbiamo contribuito a evitare l’indebolimento della Pac e continuiamo a rivendicare una condizionalità sociale strutturale, affinché le risorse europee siano destinate esclusivamente alle imprese che rispettano leggi e contratti. È una scelta necessaria per contrastare sfruttamento e caporalato e per tutelare la qualità del lavoro e delle produzioni. Per le stesse ragioni, contestiamo l’accordo sul Mercosur: accordi commerciali che ignorano i diritti del lavoro, producono concorrenza sleale e mettono a rischio filiere strategiche e sicurezza alimentare.

Sul fronte contrattuale è in corso il rinnovo del Ccnl degli operai agricoli, che coinvolge oltre un milione di lavoratori, in larga parte stagionali e si è aperta la stagione dei rinnovi di secondo livello nell’industria alimentare. Vogliamo rafforzare salari e diritti, introducendo anche innovative forme di welfare territoriale.

Questi obiettivi poggiano su un sistema solido di relazioni sindacali, costruito nel tempo con Fai, Flai e le associazioni datoriali, anche grazie alla bilateralità nazionale e territoriale, che rappresenta un esercizio costante di dialogo sociale e di risposte concrete per le persone che rappresentiamo.

Alle Istituzioni chiediamo confronto e responsabilità, certi che i risultati migliori nascano dal convincere gli attori decisionali con proposte valide ed efficaci, come dimostra il recepimento nella legge di Bilancio della detassazione degli aumenti contrattuali. Il prossimo passo è una legge di sostegno agli accordi sulla rappresentanza e rappresentatività per dare certezza alle tutele e contrastare il dumping contrattuale.

È su questa coerenza tra valori, azione sindacale e proposta politica che la Uila, insieme alla Uil, intende continuare a rafforzare la propria presenza, per assistere, contrattare, concertare e, quando necessario, lottare per il bene comune.