13 Ottobre 2026

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È UNA SFIDA SINDACALE: IL LAVORO NON PUÒ ESSERE UN ALGORITMO

Ci sono congressi che segnano una tappa nella vita di un’organizzazione e congressi destinati a lasciare un’impronta nel dibattito pubblico del Paese. Il XIX Congresso nazionale della Uil appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Per la qualità del confronto, per l’autorevolezza delle presenze e, soprattutto, per la capacità di indicare una visione del futuro, il Congresso ha rappresentato uno dei momenti più significativi nel panorama sindacale e politico nazionale.
La scelta di porre al centro dei lavori il tema dell’intelligenza deriva dalla consapevole assunzione di una responsabilità: quella di affrontare la più grande trasformazione economica e sociale del nostro tempo, riaffermando il ruolo del sindacato come protagonista del cambiamento e non come semplice osservatore.

EUROPA, FISCO E LAVORO: IL COSTO DELL’INAZIONE

Negli ultimi anni il mondo del lavoro europeo si è trovato ad affrontare trasformazioni profonde: transizione digitale, cambiamenti geopolitici, crisi energetica, inflazione e riconversione industriale. Di fronte a queste sfide, ciò che emerge con sempre maggiore evidenza è il prezzo dell’inazione europea. La mancanza di una politica industriale comune realmente efficace, l’assenza di strumenti fiscali e sociali adeguati e la lentezza dei processi decisionali stanno indebolendo la capacità dell’Europa di competere a livello globale e di garantire occupazione di qualità.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DIRITTI SOCIALI: GOVERNARE L’INNOVAZIONE PER NON AUMENTARE LE DISUGUAGLIANZE

L’Intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nei processi economici, produttivi e amministrativi del nostro Paese e pone una questione che il Sindacato non può eludere: chi governa questa trasformazione e con quali regole sociali. Non siamo di fronte soltanto a un’innovazione tecnologica, ma a un passaggio che investe direttamente il lavoro, i diritti di cittadinanza, l’accesso al welfare e la capacità delle istituzioni pubbliche di garantire uguaglianza.

WELFARE, SANITA’ E FISCO GIUSTI ED EFFICIENTI, PILASTRI DI UNO STATO CIVILE

La discussione sul futuro dello Stato sociale non può più essere rinviata. Viviamo una fase storica in cui il welfare, così come lo abbiamo conosciuto, è messo sotto pressione da trasformazioni profonde: demografiche, tecnologiche, sociali ed economiche. Ecco perché è necessario avviare un confronto che vada oltre l’emergenza annuale della manovra economica e si concentri su ciò che vogliamo garantire alle persone nei prossimi anni: pensioni dignitose, servizi pubblici di qualità, sanità accessibile, protezione sociale solidale, politiche per giovani e famiglie.