IL SINDACATO, LUOGO DI UNITÀ TRA LE GENERAZIONI
Viviamo una fase complessa, segnata dall’invecchiamento della popolazione, dalla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, dalle difficoltà della sanità pubblica e da profonde trasformazioni economiche e sociali. Di fronte a queste sfide non bastano interventi episodici: servono una visione, il coraggio di compiere scelte strutturali e la volontà di rimettere al centro le persone.
Parto da un dato che non può lasciare indifferenti: oggi, nel nostro Paese ci sono 16 milioni di pensionati. Ci sono, poi, 3,5 milioni di persone non autosufficienti e circa 4 milioni di anziani che vivono da soli. È questa l’Italia reale con cui la politica deve confrontarsi ogni giorno.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: GOVERNARE IL CAMBIAMENTO PER NON LASCIARE INDIETRO GLI ANZIANI
L’Intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura: è una realtà che sta già modificando il nostro modo di vivere, di lavorare, di curarci, di relazionarci con gli altri. Sarebbe un errore gravissimo pensare che questa trasformazione riguardi solo i giovani, le imprese o il mondo della tecnologia. Riguarda tutti, anche le persone anziane.
Troppo spesso, infatti, quando si parla di innovazione si commette l’errore di considerare gli anziani come soggetti marginali, destinatari passivi del cambiamento o, peggio, ostacoli alla modernizzazione.
WELFARE PUBBLICO SOSTITUITO DA WELFARE FAMILIARE: NECESSARIA RIFORMA PER NON PESARE SU ANZIANI
Recentissimi dati ci confermano che nel nostro Paese abbiamo salari bassi e pensioni basse e che questo è ciò che frena l’economia. È chiaro che sia così. Se le famiglie, le persone, non hanno potere d’acquisto, non ci sono i consumi, e senza consumi non c’è spinta alla crescita.
Ma perché nel secolo scorso nonostante i bassi salari e le basse pensioni c’era più benessere? È presto spiegato: avevamo un ottimo welfare. Avevamo l’equo canone, il trasporto pubblico a prezzo politico, i libri per la scuola dei figli pagati in parte dalle aziende. Inoltre, non c’erano le tasse locali, i ticket e i superticket. Racconto spesso un episodio per spiegare meglio questo concetto: quando ero un operaio alla fabbrica di Termini Imerese, ci portarono a visitare la Volkswagen in Germania. I nostri colleghi tedeschi avevano lo stipendio 2 volte più alto del nostro, ma un tenore di vita più basso, perché il welfare tedesco era nettamente inferiore a quello italiano.
Ora il nostro welfare è stato smantellato. Esempio lampante è la sanità pubblica: l’anno scorso, oltre 4,5 milioni di persone (in aumento del 7% rispetto all’anno precedente, 372 mila persone in più) hanno dovuto rinunciare a visite o accertamenti per problemi economici. Questo perché le liste d’attesa sono infinite e quindi o si paga o si rinuncia. Sono le persone anziane, quelle che avrebbero più bisogno dei controlli, a pagare il prezzo più alto. Circa il 10% degli over 75 rinuncia alle visite per problemi economici.