È iniziata la stagione congressuale della Uil: una grande opportunità di confronto e di partecipazione democratica per uno dei pochi soggetti – il sindacato confederale – che mantiene un forte radicamento nei territori e tra le persone. Nel contesto confederale la Uil rappresenta un presidio fondamentale per la democrazia proprio per la sua natura non ideologica, aperta a ogni identità culturale, politica e sociale. Un sindacato accogliente. La nostra forza nasce dalla capacità di rappresentare giovani, lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, elaborando pensiero e azione, e da una rete diffusa di servizi che risponde ai bisogni reali delle persone e delle famiglie.
Il Congresso ci permetterà di fare il punto su una stagione sindacale intensa, nella quale la Uil è stata protagonista di battaglie decisive. Penso a “Zero morti sul lavoro”, un tema identitario, di dignità del lavoro e dell’intera società. Mentre quasi mille persone muoiono ogni anno in un torpore generale, la Uil ha rimesso al centro la vita, rivendicando a viso aperto – in una società che ha smarrito la bussola della centralità della persona – che la vita umana viene prima del profitto.
È un grande orgoglio vedere la nostra Uil, guidata dal Segretario generale PierPaolo Bombardieri, capace di tracciare una linea netta di rappresentanza su temi vitali per il mondo del lavoro e per il Paese. Una linea alla quale si sono uniti in molti.
In questo solco rivendicativo e riformista si collocano la battaglia per il rilancio dei redditi, il contrasto al precariato, l’impegno per un fisco più giusto, per una sanità equa, per un sistema produttivo capace di creare ricchezza e redistribuirla, in un contesto fondato sulla legalità. Sono battaglie lungimiranti, tanto più in un Paese e in un’Europa dove il meccanismo redistributivo si è inceppato: la ricchezza prodotta non si traduce più in reddito e in Stato sociale, il tutto aggravato da un sistema fiscale inefficace e ingiusto. È il tratto di una società segnata da crescenti disuguaglianze, in un’Europa che fatica a trovare una propria identità, in un contesto globale in profonda crisi di rappresentanza, dove spesso a regolare i rapporti sono le armi più che la diplomazia.
È un momento difficile per fare sindacato, ma proprio per questo è ancora più forte il bisogno di un sindacato come la Uil. La nostra battaglia continua: rilanciare i redditi da lavoro e da pensione, dare riconoscimento ai giovani, colmare il divario salariale delle donne, rafforzare il sistema contrattuale puntando su una contrattazione nazionale di qualità e su una contrattazione integrativa più estesa e sostenuta da misure fiscali mirate, anche per le imprese che vi partecipano. Rilanciare il welfare dopo anni di tagli, riaffermare il ruolo della sanità pubblica contro una deriva privatizzante, difendere e potenziare i servizi pubblici, la scuola pubblica e un sistema previdenziale equo.
Per sostenere l’azione di un sindacato confederale capace di avere una visione dell’intero Paese, è fondamentale una legge sulla rappresentanza che tuteli chi fa sindacato vero – come la Uil – e impedisca che chi agisce in modo sleale alteri il mercato del lavoro e la società, danneggiando lavoratrici, lavoratori e il sistema produttivo.
Su queste basi, prosegue la nostra azione a tutti i livelli di confronto – nazionale, regionale e territoriale, oltre che categoriale – con un forte impegno verso i nostri iscritti e verso milioni di persone che guardano alla Uil con fiducia e speranza.
Il Congresso ci offrirà l’occasione per mettere più a fuoco queste battaglie e discutere insieme le nostre linee programmatiche per un Paese più giusto. Dalle assemblee di base fino al Congresso nazionale avremo la possibilità di confrontarci, stare tra le persone, ascoltare e costruire insieme il futuro.