7 Ottobre 2026

UN’ORGANIZZAZIONE DINAMICA CHE GUARDA AL FUTURO

È un onore intervenire al Congresso nazionale della Uil in qualità di Presidente nazionale dell’Ital. E vorrei esordire, vista la mia giovanissima età e la mia lunga militanza all’interno della Uil, dicendo che questo è il più bel Congresso della storia della nostra Organizzazione, senza se e senza ma. Questo è veramente un Congresso che fa onore a un gruppo dirigente, che fa onore soprattutto a un grande lavoro del nostro Segretario generale che ha saputo trasformare questa Organizzazione nell’arco di poco tempo. Oggi, abbiamo una Uil dinamica, una Uil moderna e, soprattutto, abbiamo la più bella Uil della storia del nostro Sindacato.

E lo dico, lo ripeto, da uomo della Uil da fine degli anni Settanta. Una Uil che sa stare al centro del dibattito politico e sindacale. L’ha dimostrato ieri con la sua relazione PierPaolo, una relazione nel merito dei problemi, e l’ha dimostrato con il grande riconoscimento che gli è stato attribuito dal Presidente del Consiglio.

Fare politica sindacale, oggi, è molto più difficile di quando ho iniziato io a fare Sindacato. Oggi, fare Sindacato non è più di moda come lo era negli anni Settanta. E riuscire a tenere alto il dibattito della nostra Organizzazione e anche di tutto il Sindacato, come ha fatto PierPaolo, non è facile.

Questa è la dimostrazione di un’Organizzazione dinamica, che guarda al futuro con grande interesse. Quando si dice che il Sindacato non è per i giovani, non è vero.

Ieri, ha aperto il Congresso una ragazza di vent’anni. Io ho girato, in questi anni, da presidente dell’Ital, e posso garantire che i giovani ci sono: vanno motivati, vanno messi in campo e bisogna lasciarli lavorare come sanno fare, perché danno il meglio di loro stessi. Abbiamo un’Organizzazione che, in questi anni, ha lavorato tanto; un’Organizzazione libera, ma soprattutto, lasciatemi dire, un’Organizzazione che sa di pulito. Questo è l’importante del lavoro che è stato fatto.

Per quel che riguarda i servizi, io ho l’onore di dirigere l’Ital: è una grande macchina che abbraccia ben trenta Paesi tra Italia ed estero. Non elenco le cose che abbiamo fatto, ma vi posso garantire che, dal 2023 ad oggi, è stato fatto un grandissimo lavoro di trasformazione del nostro Patronato.

Quando parliamo di Intelligenza artificiale, anche un Patronato deve saperla governare, ma soprattutto non dimentichiamo mai che abbiamo una generazione di persone che non può essere lasciata ai margini e che va aiutata. Ecco perché, Pierpaolo, sono convinto che la grande idea che hai avuto sulle cento sedi da aprire vada nella direzione non solo di uno sviluppo del nostro sistema, ma anche di aiuto a tutte quelle persone che vivono in condizioni di grande difficoltà. E là dove non c’è più la banca, dove non c’è più la posta, dove non c’è più neanche la caserma dei carabinieri, noi dobbiamo intervenire come Patronato e come Uil, proprio perché noi non siamo una multinazionale e non possiamo fare business.

Il nostro obiettivo è quello di aiutare queste persone e di non lasciare mai indietro nessuno. Nel 2025 noi abbiamo intercettato oltre un milione di persone in Italia e nel mondo. È una cifra enorme che dimostra con quanta sensibilità noi affrontiamo i problemi ma, soprattutto, come sono considerati il nostro Patronato e la nostra Organizzazione in Italia e all’estero.

L’altra idea è quella del “Patronato a casa tua” e proprio perché abbiamo persone che vivono ai margini, dobbiamo cercare di dare loro una risposta aiutandole, magari portando i nostri operatori anche a casa della persona stessa, perché se hanno bisogno di un aiuto il Patronato ci deve essere.

Il prossimo anno ci avviciniamo ai 75 anni dell’Ital, un grande obiettivo di un Istituto all’altezza della situazione, che ha una lunga storia in Italia e nel mondo.

Chiudo ringraziando di cuore tutto il gruppo dirigente e tutte le operatrici e gli operatori dell’Ital in Italia e all’estero, perché comunque i servizi sono la spina dorsale della nostra Organizzazione.

Non c’è un servizio efficiente che non abbia un’Organizzazione all’altezza della situazione. Grazie del lavoro che è stato fatto, grazie del lavoro che facciamo e soprattutto grazie del lavoro che dovremo fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni.