7 Ottobre 2026

UNA UIL CHE NON HA PAURA DI “DISTURBARE”

Innanzitutto, voglio esprimere la piena condivisione della relazione del nostro Segretario generale, PierPaolo Bombardieri: per la sua visione, la strategia, la capacità di analisi e proposta e, soprattutto, per la capacità di indicare da anni temi e battaglie che oggi orientano il dibattito sindacale e politico.

Sono orgoglioso di vivere questa fase della Uil. Un Sindacato autonomo, rivendicativo, riformista e coraggioso., che non rincorre il cambiamento, ma lo anticipa. Una Uil che non ha paura di essere scomoda.

Scomoda non per il gusto della polemica, ma perché il nostro primo dovere è dare voce alle persone che rappresentiamo. Quando vediamo un’ingiustizia abbiamo il dovere di denunciarla, anche se questo significa disturbare equilibri consolidati e interessi di parte.

Lo abbiamo fatto con “Zero morti sul lavoro”, contribuendo a scuotere coscienze troppo a lungo addormentate. Oggi, quella è diventata una battaglia di tutti, ed è un bene per il Paese.

Lo abbiamo fatto con la denuncia dei lavoratori fantasma. In Emilia-Romagna abbiamo detto con chiarezza che non basta celebrare una disoccupazione bassa se oltre l’80% delle nuove attivazioni dei rapporti di lavoro è precario. Un modello che produce insicurezza, impoverisce il lavoro e nega futuro, soprattutto ai giovani.

Vogliamo continuare a disturbare anche quelle imprese che chiedono incentivi pubblici e poi delocalizzano o licenziano, facendo pagare alle lavoratrici e ai lavoratori il prezzo delle proprie scelte industriali. La vicenda Electrolux ci ricorda che non si possono chiedere risorse pubbliche e poi rinunciare alla responsabilità sociale d’impresa.

La stessa determinazione la stiamo mettendo nella battaglia per un fisco più giusto. La Uil chiede da anni di colpire evasione fiscale ed extraprofitti, alleggerire il peso fiscale su lavoratrici, lavoratori e pensionati e rafforzare la contrattazione collettiva, nazionale e integrativa, per restituire potere d’acquisto a chi le tasse le paga fino all’ultimo euro.

Per questo, come Uil Emilia-Romagna, abbiamo raccolto la sollecitazione della Uil nazionale, portando la battaglia fiscale anche nei territori. Se chiediamo salari più alti a livello nazionale, dobbiamo essere coerenti anche nelle Regioni e nei Comuni. Non si possono aumentare continuamente addizionali, ticket e tariffe senza prima riorganizzare i servizi, eliminare sprechi, ridurre consulenze e costi di vertice.

Lo stiamo facendo sulla sanità, sul trasporto pubblico locale, sulla tariffa dei rifiuti e sul sistema delle multiutility. Continueremo a chiedere trasparenza sui costi e una gestione che tuteli davvero cittadini e utenti. Anche se questo significa disturbare un sistema di potere troppo spesso più attento ai dividendi che alle persone.

Infine, uno dei temi più innovativi di questo Congresso è l’Intelligenza artificiale. Se tecnologia e innovazione produrranno maggiore produttività e nuovi profitti, una parte di quella ricchezza dovrà tornare alle persone attraverso salari, welfare, riduzione dell’orario di lavoro e qualità della vita.

Al Congresso della Uil Emilia-Romagna abbiamo ascoltato la testimonianza di Alice, una ragazza che grazie a un esoscheletro è potuta tornare a camminare. La sua storia ci ricorda che la tecnologia non produce soltanto profitto: può restituire autonomia, libertà e felicità.

È questa la società che la Uil vuole costruire: una società nella quale il progresso migliori non soltanto i bilanci, ma soprattutto la vita delle persone.

Con PierPaolo Bombardieri continueremo su questa strada. Con autonomia, determinazione e coraggio. Perché il nostro compito non è essere comodi, ma essere credibili. E, quando sarà necessario, continueremo a “disturbare”, perché spesso è proprio così che si cominciano a cambiare le ingiustizie.