8 Ottobre 2026

UNA GRANDE STRATEGIA NAZIONALE ED EUROPEA PER I SAPERI

Ascoltando la relazione del nostro Segretario Generale, ho ritrovato molti dei temi che ogni giorno viviamo nei nostri luoghi di lavoro: la dignità della persona, il valore del lavoro, la lotta alle disuguaglianze, la necessità di governare l’innovazione e non subirla, il futuro dell’intelligenza artificiale, il recupero del potere d’acquisto dei salari.

Il Segretario Bombardieri ha parlato dei lavoratori fantasma. Questi lavoratori esistono anche nelle Università, negli Enti di Ricerca, nelle Istituzioni Afam e nelle Aziende ospedaliere universitarie. E sono persone che producono saperi, innovazione, cultura, ricerca e formazione. Università, Ricerca, Afam e Policlinici universitari non sono un costo. Sono il più importante investimento strategico per il futuro del Paese.

Occorre riportare il lavoro pubblico, la formazione superiore, la ricerca e la sanità universitaria all’interno di una programmazione strategica nazionale. Lo Stato deve definire indirizzi e obiettivi nazionali, mettendo in rete Università, Enti di ricerca, Afam, Policlinici Universitari, sistema produttivo e territori. Non significa limitare l’autonomia degli Atenei o comprimere la libertà della ricerca. Al contrario, significa creare un quadro di riferimento condiviso all’interno del quale autonomie e libertà possano esprimersi al meglio. Le risorse pubbliche devono essere uno strumento per accompagnare una strategia nazionale e non una semplice sommatoria di interventi scollegati tra loro.

Riteniamo necessario aprire una riflessione seria sull’attuale assetto dei comparti di contrattazione del pubblico impiego. L’accorpamento realizzato negli anni scorsi ha certamente semplificato il sistema, ma ha anche rischiato di comprimere le specificità professionali dei nostri settori. In questa prospettiva assume un valore importante anche la recente chiusura economica del Ccnl 2025-2027. Per la prima volta, dopo molti anni, si realizza un fatto che dovrebbe essere del tutto normale, ma che nel pubblico impiego è diventato quasi straordinario: chiudere un contratto prima della sua naturale scadenza.

Fondamentale, poi, è il tema dell’intelligenza artificiale che non deve diventare uno strumento di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Deve invece rappresentare una grande opportunità di progresso umano e sociale. Chi produrrà i saperi necessari affinché l’intelligenza artificiale diventi uno strumento di emancipazione e non di esclusione sociale? Università, Enti pubblici di ricerca e Istituzioni Afam. Per questo serve una grande strategia nazionale ed europea per i saperi. Non bastano interventi episodici. Servono investimenti strutturali, assunzioni stabili, percorsi di carriera certi, risorse adeguate.

In questo quadro, assume un valore centrale anche il tema del diritto allo studio: occorre renderlo effettivo. Non è accettabile che ancora oggi vi siano studenti idonei che non riescono ad accedere pienamente ai benefici del diritto allo studio o che siano costretti ad abbandonare il proprio percorso formativo a causa di difficoltà economiche. Non è accettabile che le opportunità di formazione dipendano dal reddito della famiglia o dalla regione in cui si nasce.

Occorre garantire a tutti, dal Nord al Sud del Paese, le stesse opportunità di accesso ai saperi, alla formazione, alla ricerca e all’innovazione.

Ecco, la vera sfida dell’intelligenza artificiale non sarà soltanto tecnologica. Sarà soprattutto una sfida sociale, culturale e democratica. La vinceranno i Paesi capaci di investire sui saperi, sulla ricerca, sulla formazione e sul lavoro qualificato. I Paesi che sapranno ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali e garantire a tutti pari opportunità di accesso all’istruzione e alla formazione superiore. I Paesi che comprenderanno che Università, Ricerca e Afam non sono un costo da contenere, ma il più importante investimento strategico per il futuro.

Ed è da qui che la Uil Rua vuole continuare a dare il proprio contributo, mettendo al centro la dignità del lavoro, il valore dei saperi e il futuro delle nuove generazioni.