7 Ottobre 2026

RAPPRESENTANZA E WELFARE: LA SFIDA DEL SINDACATO PER IL LAVORO CHE CAMBIA

Il tema della rappresentanza, posta dal nostro Segretario generale PierPaolo Bombardieri, torna al centro del dibattito sindacale come passaggio imprescindibile per rafforzare le relazioni industriali e tutelare la contrattazione collettiva da derive pericolose come i contratti pirata e il dumping contrattuale. In un mercato del lavoro destinato a trasformarsi radicalmente nei prossimi anni, il sindacato è chiamato a ridefinire il proprio ruolo e le proprie strategie per restare un punto di riferimento credibile, inclusivo e moderno.

La vera sfida, oggi, non è solo contrattuale o salariale. Serve un’organizzazione capace di rappresentare non solo le istanze tradizionali dei lavoratori, ma anche le nuove sensibilità delle giovani generazioni, che si affacciano al mondo del lavoro con aspettative e bisogni diversi. Ciò richiede nuovi approcci organizzativi, una presenza più capillare sul territorio e nelle aziende, e una comunicazione che si rinnova costantemente, capace di parlare il linguaggio dei nuovi lavoratori e lavoratrici. Un cambiamento che passa attraverso le Rsu a tutti i livelli e in tutti i luoghi di lavoro con forme di delega più dinamiche e inclusive, coerenti con le trasformazioni tecnologiche e sociali in atto.

La rappresentanza del futuro dovrà essere preparata, continuamente aggiornata, e dovrà essere in grado di mettere al centro temi che vanno oltre il salario: l’equilibrio tra vita privata e tempi di lavoro, lo smart working, la formazione continua, la sostenibilità sociale. È su questi fronti che il sindacato può rilanciare e consolidare vicinanza e fiducia, diventando interlocutore dei cambiamenti in corso.

Un altro nodo cruciale riguarda la gestione del welfare contrattuale. In questi anni, la contrattazione collettiva ha avuto la capacità di costruire strumenti inclusivi e innovativi di protezione sociale. Tuttavia, oggi è necessario rilanciare e difendere tali strumenti, contrastando il rischio che vengano sostituiti da forme unilaterali e private imposte dalle imprese – come fondi pensione aperti o assicurazioni sanitarie non contrattuali – spesso caratterizzate da scarsa trasparenza gestionale e costi poco chiari a carico dei lavoratori e delle lavoratrici.

Occorre inoltre estendere le tutele anche al lavoro precario, perché la perdita di un impiego, temporaneo o discontinuo, comporta troppo spesso anche la perdita delle coperture di welfare collegate al contratto. Per questo, diventano urgenti forme di mutualità strutturali, capaci di garantire continuità di diritti e protezioni, indipendentemente dal tipo di contratto.

Solo così il sindacato potrà tornare a essere – per i lavoratori di oggi e di domani – una casa comune di rappresentanza, partecipazione e solidarietà, in grado di affrontare le sfide del lavoro che cambia senza lasciare indietro nessuno.