7 Ottobre 2026

L’AZIONE SINDACALE DELLA UIL: COME LE TESSERE DI UN UNICO MOSAICO

Uil Veneto celebrerà il suo Congresso regionale il 27 e 28 maggio 2026 in un museo di Mestre. La scelta del luogo non è casuale: l’M9 – questo il nome del complesso – richiama nel suo nome il 9 di Novecento, la M di Mestre e di Marghera e racconta, nelle sue sale, il secolo del lavoro, dell’industria e delle grandi trasformazioni politiche e sociali. Il mondo intero – e quindi anche quello del lavoro – cambia velocemente: siamo nel pieno di una glaciazione demografica, con sempre meno figli e con una popolazione sempre più anziana. Non c’è adeguato ricambio generazionale, si crede che il turismo e i servizi possano dare lavoro a tutti e si procede verso una deindustrializzazione che gli economisti definirebbero felice mentre è incosciente, irresponsabile.

L’unica cosa che non cambia è il numero di morti sul lavoro, sempre altissimo: nel 2025, in Veneto, sono stati più di 100. È partendo da queste premesse che abbiamo individuato quattro parole chiave, il cui significato, già abbastanza esplicito, verrà declinato durante il Congresso: immaginare, lavorare, ascoltare, curare.

Nel percorso progettuale è stato scelto come logo il mosaico. Non è richiamato per il suo valore ornamentale, ma per il modo in cui descrive il lavoro collettivo. Un mosaico esiste solo quando ogni tessera è al suo posto: elementi diversi, con funzioni specifiche, che insieme costruiscono una forma coerente. Il sindacato opera secondo la stessa logica. La sua forza nasce dalla presenza di molte persone, dalla loro tutela e dalla capacità di farle dialogare all’interno di una struttura comune. La relazione tra le tessere diventa quindi una metafora naturale del ruolo di Uil Veneto e del senso del Congresso: unire, sostenere, dare continuità a un sistema che vive attraverso il confronto, il dialogo, la collaborazione.

C’è modo e modo per costruire un mosaico e per fare attività sindacale: lo slogan “Un Veneto più lento” racconterà quali sono gli obiettivi cui lavoreremo nel prossimo mandato e cosa faremo per raggiungerli. E si capirà che il messaggio della lentezza non è in contraddizione con l’immagine che il Nordest, nei decenni passati, ha dato di sé, cioè della locomotiva del Paese.

Ci sono però anche temi che esulano dalla contingenza e che rappresentano la piattaforma sulla quale tutto il sindacato, la Uil per prima, dovrà concentrarsi. Innanzitutto, la rappresentanza: ottima l’idea di un election day, nel privato come già nel pubblico, che permetta una vera misurazione della forza dei sindacati confederali. Ma bisogna entrare anche nei posti di lavoro più piccoli (il 94% delle aziende del Veneto ha meno di 15 dipendenti) per fare capire che l’applicazione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi non è un costo, ma una garanzia vera per i lavoratori e le aziende stesse.

C’è poi quello del welfare, che è un elemento sempre più centrale per il benessere dei lavoratori. Anche qui, ci vuole attenzione. Le formule di sostegno non possono sostituirsi agli aumenti contrattuali (la cui detassazione è entrata nella manovra del governo proprio su esplicita sollecitazione della Uil). La paga “alta” si ripercuote poi positivamente sul montante pensionistico, oggi come oggi, inadeguato rispetto al costo e all’allungamento della vita.

E ancora la previdenza complementare, una parte del welfare a noi cara: dà sicurezza, dà futuro.

L’assistenza sanitaria integrativa, infine: attenzione anche in questo caso, essa deve aiutare dove non arriva la sanità pubblica, ma non diventare un viatico per spostare tutto sulla sanità privata.

Tanti temi, dunque, tante sfide: tante tessere del nostro mosaico. Lavorando assieme, lavorando bene, possiamo dare speranza a chi si rivolge a noi. Uil Veneto vuol essere questo: l’approdo sicuro per le persone.