Quando la nostra Uil ha deciso di porre al centro delle proprie tesi congressuali il tema dell’Intelligenza artificiale e del suo impatto sul mondo del lavoro e della società, ho iniziato a riflettere su come utilizzare il XII Congresso regionale della Uil Abruzzo come uno strumento concreto di analisi, confronto e azione. L’obiettivo è avviare anche nella nostra regione un percorso capace di delineare una visione di governo dell’Intelligenza artificiale.
L’IA rappresenta una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo. Non è soltanto una rivoluzione tecnologica, ma un cambiamento strutturale che investe l’economia, la società e il lavoro. Per una regione come l’Abruzzo, fortemente legata al territorio, ma allo stesso tempo chiamata ad affrontare importanti sfide in termini di sviluppo e occupazione, diventa fondamentale interrogarsi fin da oggi su quelli che saranno i lavori del futuro. Solo così potremo costruire un sistema occupazionale sostenibile, competitivo e capace di rispondere alle esigenze di domani.
L’Abruzzo possiede risorse naturali, produttive e culturali importanti. L’IA può valorizzare i settori trainanti della nostra regione: l’agricoltura intelligente, il turismo innovativo e il sistema industriale. Tuttavia, per rendere questi comparti avanzati e per poter scegliere al meglio le opportunità dell’IA, è necessario investire nella formazione mirata alla crescita delle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare sul piano digitale e interdisciplinare. In questo percorso, la scuola avrà un ruolo determinante per preparare le giovani generazioni alle nuove professioni che emergeranno.
L’Intelligenza artificiale non dev’essere vissuta come una minaccia, ma come uno strumento che, se adeguatamente governato, può costruire un futuro possibile e anche migliore. Inoltre, siamo convinti che lo sviluppo di queste nuove tecnologie non possa prescindere dalla centralità della persona. L’essere umano deve rimanere il punto di riferimento del sistema sociale, economico e produttivo. Per questo, sempre e comunque, dobbiamo sostenere una società coesa e solidale, un mondo del lavoro che non solo eviti emorragie di livelli occupazionali, ma viceversa crei nuova e aggiuntiva occupazione: stabile, strutturata, governata dal ruolo centrale delle parti sociali come strumento di rappresentanza dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Concludo ricordando a me stesso quello che il nostro Segretario generale PierPaolo Bombardieri sottolinea sempre in relazione al tema dell’IA, dicendo: “La Uil rappresenta la linea viva del Paese; quindi, lo sforzo che tutta l’Organizzazione deve fare è quello di studiare, di formarsi per gestire al meglio la trasformazione sociale che l’IA porta con sé. Dobbiamo saperne di più delle nostre controparti per dare le giuste risposte ai nostri iscritti. Ai lavoratori, ai giovani e ai pensionati del nostro Paese”.
Ritengo, quindi, che il nostro impegno, negli anni a venire, sia non subire passivamente, ma “governare e contrattare l’algoritimo”. Questa è la vera sfida da vincere!