7 Ottobre 2026

FAR CRESCERE IL PAESE SIGNIFICA FAR CRESCERE E DIFENDERE IL MEZZOGIORNO

L’organizzazione di questo XIX Congresso è davvero bellissima. Faccio i miei complimenti a Pierpaolo, alla segreteria e a tutto lo staff per avere preparato un così meraviglioso evento. Permettetemi di fare un ringraziamento particolare anche al segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo, perché questa struttura regionale ha sostenuto l’organizzazione e noi gliene siamo grati.

Così come siamo grati a chi prova a difendere le realtà fragili di questo Paese, tra cui c’è il nostro Mezzogiorno. Oggi, si vuole raccontare che questa parte d’Italia stia andando meglio, grazie a una crescita “stratosferica”. Senza dubbio ci sono dei timidi miglioramenti, ma eviterei i grandi entusiasmi, perché il divario tra il Nord e il Sud resta e non bastano i lievi cambiamenti o la crescita del Pil di qualche decimale: serve molto di più, a partire dalle riduzioni delle tasse locali che incidono sui salari e sulle pensioni.

Far crescere il Paese significa far crescere, difendere e presidiare il Mezzogiorno, perché senza il Sud il Paese non cresce e questo lo diciamo da tempo con grande fermezza.

Nella Uil abbiamo chiara l’idea di provare, con le nostre azioni, a portare avanti chi resta indietro. È il senso stesso e il significato della mission che ci vede impegnati come Sindacato delle persone e noi meridionali ci sentiamo ancora più coinvolti in ciò che facciamo, perché sentiamo forte la volontà di realizzare questi cambiamenti.

Vorrei ribadire anche che la Uil è sempre autonoma, non deve essere conquistata da nessuno, la Uil è e resterà autonoma! Noi non apparterremo mai a nessuno: se lo mettano bene in testa!

Avere delineato una piattaforma e apprestarsi a negoziarla con i datoriali è un altro punto di forza, un altro passo avanti molto importante. Sappiamo che, per fare l’accordo con le associazioni datoriali sulla rappresentanza, dovremo misurarci, ma questo non ci fa paura, perché crediamo fermamente nel percorso democratico. In esso troveremo la forza e le ragioni per portare avanti la nostra idea: le lavoratrici e i lavoratori dovranno sceglierci e votarci in tutte le realtà lavorative sia pubbliche che private.

Permettetemi di dire un’ultima cosa. A Bologna abbiamo deciso di ampliare la nostra azione, diventando il Sindacato delle persone, non perché essere il Sindacato dei cittadini non sia giusto, ma perché nel contesto storico, politico e sociale nel quale viviamo, non basta più.

Alla vigilia del 4 luglio, giorno importante per gli Stati Uniti D’America, il mondo si ritrova con un Presidente americano che non rispetta i valori della Costituzione e che sta mettendo in campo azioni e scelte scellerate, umanamente e politicamente. E allora, qui, al nostro Congresso, voglio ricordare che la nostra umanità, il nostro pensiero nasce da quel diritto alla felicità espresso da un pensatore meridionale, illuminato e illuminista, come Gaetano Filangieri, al quale si è ispirato la Costituzione degli Stati Uniti, e nel quale noi crediamo ancora.

Diritto alla felicità che vorremmo fosse inviolato in Italia, come nel resto del mondo.