7 Ottobre 2026

DIFENDERE L’UNITÀ SOCIALE DEL PAESE

Mettere la persona, e in particolare i giovani, al centro dell’azione sindacale e delle politiche pubbliche. Non è uno slogan, ma la visione di un Sindacato che ogni giorno lavora per restituire dignità e garantire diritti fondamentali, come salute e istruzione, con una specifica attenzione alle nuove generazioni che chiedono prospettive stabili e futuro. Perché c’è una Sicilia che non può più aspettare. C’è chi lavora duramente e resta povero, c’è chi esce di casa per guadagnarsi il pane e rischia di non tornarci. C’è chi prepara una valigia non per inseguire un sogno, ma perché, qui, gli è stata negata una prospettiva.

Come scriveva Leonardo Sciascia: “L’intera Sicilia è una dimensione fantastica, come si fa a viverci senza immaginazione”? Ma oggi l’immaginazione da sola non basta a colmare il silenzio che pesa più di mille parole: quello dei giovani che fanno la valigia e partono portando con sé più sogni che certezze. Ogni treno che lascia l’isola è una ferita che non si rimargina. Ogni volo verso il nord o verso l’estero porta via competenze, energie e speranze.

La nostra Isola sta vivendo una vera e propria emorragia di capitale umano. I dati parlano chiaro. Negli ultimi vent’anni, oltre 250mila giovani hanno scelto di emigrare al Nord perché mancano lavori stabili, salari adeguati e possibilità di costruire un progetto di vita. Alla radice di questo esodo c’è anche l’indebolimento del welfare pubblico con una sanità sotto stress, liste d’attesa sempre più lunghe e una scuola che convive con precarietà e carenza di personale.

È fondamentale difendere l’unità sociale del Paese. Non è possibile accettare che il luogo di nascita determini la qualità dei diritti. Per questo ci opponiamo all’autonomia differenziata, che rischia di aggravare le disuguaglianze tra regioni. Diritti e opportunità devono essere uguali in tutto il territorio nazionale.

Al centro della nostra azione rimane il lavoro. In Sicilia persistono fenomeni gravissimi come lavoro nero, sfruttamento, precarietà e povertà lavorativa che colpiscono soprattutto giovani, donne e categorie fragili. La lotta al sommerso e contro i “lavoratori fantasma” resta una priorità, così come lo è la tutela dei diritti contrattuali e salariali.

Una battaglia prioritaria è quella per la vita, per evitare le morti sul lavoro. Ogni incidente mortale è una sconfitta della società, dello Stato e delle imprese. La sicurezza non è un costo superfluo, ma un diritto inalienabile. Servono più controlli, più ispettori, maggiore prevenzione e formazione e responsabilità certe lungo tutta la filiera degli appalti. La campagna “Zero morti sul lavoro” non è un motto, è una battaglia di civiltà che richiede impegno reale e interventi strutturali.

Sul fronte economico, continueremo a chiedere una riforma fiscale che metta al centro equità e progressività. In un contesto in cui lavoratori e pensionati vedono ridursi il proprio potere d’acquisto, mentre settori come l’energia e la finanza registrano profitti enormi, è necessario ridistribuire in modo più giusto la ricchezza. Chi vive del lavoro non può continuare a pagare più di chi vive di rendita.

Ricordo che la Sicilia ha potenzialità strategiche che possono contribuire alla crescita del Paese, potenzialità che però si infrangono contro infrastrutture insufficienti, collegamenti inadeguati e isolamento territoriale. Per questo chiediamo investimenti, politiche industriali lungimiranti e una visione che sappia coniugare transizione ecologica e digitale con occupazione di qualità. L’innovazione non può generare nuova precarietà, ma va governata tramite contrattazione e formazione continua, per accompagnare i lavoratori nei processi di cambiamento.

Questo Sindacato cresce perché è presente, credibile e capace di costruire soluzioni concrete. La nostra forza sta nell’impegno quotidiano delle strutture che rappresentiamo. Essere vicini alle persone, alle periferie e ai luoghi di lavoro significa continuare una battaglia per la sicurezza, la dignità e la giustizia sociale.