Uniat – Unione nazionale inquilini ambiente e territorio – è un’associazione della Uil che si occupa di temi ormai di centrale rilevanza in Italia e in Europa: casa, ambiente e territorio.
La casa è il centro degli interessi di cittadini e lavoratori. Il diritto all’abitare è oggi riconosciuto a livello nazionale, europeo e internazionale, come fondamentale diritto umano, ricompreso nella Dichiarazione universale del 1948.
Ambiente e territorio sono settori sempre più centrali per gli interessi politici ed economici che vi gravitano attorno. Tutti fenomeni in grado di definire nuovi assetti urbani e sociali.
Uniat è quindi portatrice sana di queste nuove istanze sociali, di cittadini e lavoratori, di persone che cercano casa, in affitto o da acquistare, per rispondere a primarie necessità di vita. Uniat nasce come Sindacato e si è trasformata in un’associazione e realtà del Terzo settore che significa occuparsi di tutti questi temi, seguendo le politiche e i valori della Uil.
Si aprono, però, anche nuovi orizzonti. Pensiamo alla necessità di costituire fondi bilaterali per gestire in maniera più attenta il patrimonio di edilizia residenziale pubblica; alla possibilità di lavorare rispetto agli ambiti del sovraindebitamento, che rischia di mettere le persone in condizioni di non poter più vivere nella propria abitazione, magari acquistata impiegando i risparmi di una vita (propri e/o dei propri genitori); di attivare in emergenza procedure di cartolarizzazione per salvare l’immobile e rimanere a viverci, invece di essere costretti ad abbandonarlo; la possibilità di dare vita a Fondi sulla casa per garantire l’accesso a Bonus casa e Bonus affitti e per sostenere cittadini/lavoratori in difficoltà, per cause agli stessi non imputabili, che in un momento di crisi sociale è essenziale.
Si tratta del tanto sospirato Piano casa di cui in questi anni tutti i politici ne hanno parlato, senza mettervi però mai mano e tanto meno “sostanza”, nonostante l’urgenza sia avvertita a tutti i livelli: europeo, nazionale, regionale. Finalmente dopo gli annunci è arrivato il Piano casa, “un piccolo passo” come abbiamo dichiarato. Ma con tante “ombre” e “contraddizioni”.
Dopo 80 anni di disinteresse da parte di tutti i Governi che si sono succeduti.
Il Piano casa, configurato nel Decreto legge 66/2026 non consentirà un rilancio delle politiche abitative coerente con il fabbisogno abitativo effettivo né potrà risolvere le più gravi emergenze.
Purtroppo, il grande assente è la consultazione delle parti sociali, che dovrebbe esserne invece la premessa. Non resta, dunque, che costruire noi, Uil e Uniat insieme, un percorso perché il Piano casa diventi realtà nel Paese.
Questa collaborazione non è mancata, sia con la Uil confederale, che con le Uil regionali e progressivamente andrà ampliata con tutte le categorie. Le attività svolte su alcuni territori e le interlocuzioni avute con la Uil confederale a livello nazionale (con la segretaria Ivana Veronese) hanno certamente evidenziato che lavorando insieme siamo più forti, più capaci di fare e determinare le scelte politiche e organizzative.
È una sfida importante e Uniat c’è, ma non basta: il problema della casa deve diventare oggetto di una grande campagna di sensibilizzazione.
Con il sostegno della Segreteria confederarle tutta, di PierPaolo Bombardieri, di Emanuele Ronzoni, ma soprattutto di Benedetto Attili, in poco meno di due anni abbiamo fatto fare a Uniat, un salto di qualità.
Stiamo costruendo con impegno e determinazione un nuovo assetto organizzativo che prevede una maggiore capillarità del territorio attraverso l’apertura di nuove sedi territoriali; stiamo ampliando i servizi offerti in un’ottica di aumentare la base associativa; stiamo costruendo percorsi di proselitismo rispetto agli inquilini dell’Edilizia residenziale pubblica con un nuovo impegno “sul campo” che significa essere referenti degli inquilini nel confronto con gli Enti gestori dell’edilizia residenziale pubblica, ma anche interlocutori accreditati presso Comuni, Province e Regioni.
Abbiamo stretto le interlocuzioni con il Parlamento e il Governo partecipando con contributi Uniat alle consultazioni pubbliche; abbiamo costruito una rete con Istituzioni pubbliche e private e con altre Associazioni sui temi dell’Inclusione attraverso importanti progetti nazionali finanziati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali; abbiamo fatto ripartire il rapporto con la Iut, l’Associazione internazionale degli Inquilini attiva a livello transnazionale.
Abbiamo fatto un piccolo miracolo buttando il cuore oltre l’ostacolo, supportati dalla Uil e da tutti i colleghi delle Uniat e dalle Uil regionali che colgo l’occasione di ringraziare.
Siamo diventati partner del Forum del terzo settore a livello nazionale.L’impegno Uniat non finisce qui, abbiamo progetti per il futuro, certi che, insieme alla Uil, possiamo fare molto di più e intendiamo farlo insieme, insieme a tutti voi.