7 Ottobre 2026

Bombardieri: “Non è tempo di essere spettatori, siamo parte in causa”

Il 2025 volge al termine, ma nell’agenda sindacale della Uil per il nuovo anno sono già evidenziati appuntamenti e impegni molto importanti. Il Segretario generale, PierPaolo Bombardieri, ne ha parlato anche in occasione della manifestazione nazionale dello scorso 29 novembre, a Roma, organizzata per chiedere modifiche alla manovra. 

In quella circostanza, il leader della Uil, ribadito il giudizio in chiaroscuro sul documento economico del Governo e rilanciate le richieste per migliorarlo, ha proposto l’avvio di una discussione, che vada oltre la contingenza, sui temi del welfare e della rappresentanza. E tutto ciò proprio nell’anno del Congresso della Uil. 

Segretario, il 2026 non è ancora cominciato, ma l’agenda è già bella piena: si torna ad affrontare anche il tema della rappresentanza? 

Si tratta di una questione basilare, solo in apparenza di natura esclusivamente organizzativa, ma in realtà dalla sua soluzione dipende l’efficacia dei diritti e delle tutele economiche delle lavoratrici e dei lavoratori. 

Cosa accadrebbe se si sciogliesse questo nodo?

Se definissimo questo capitolo in modo compiuto, finalmente sarebbe chiaro a tutti chi ha i numeri e la legittimità alla contrattazione. Sparirebbero così i contratti pirata, la principale causa dei bassi salari e degli scarsi o inesistenti diritti. 

E le parti datoriali cosa ne pensano?

Con Confindustria e Confcommercio il confronto è avviato. Peraltro, c’è già un accordo interconfederale: si dia attuazione a quell’intesa di qualche anno fa.

Servirà una legge?

Bastano due semplicissime norme: obbligare le aziende a comunicare le deleghe Sindacali e definire un giorno in cui si voti per il rinnovo delle Rsu in tutti i luoghi di lavoro. Già accade nel pubblico, si può fare anche nel privato.

È un modo per dare attuazione all’articolo 39 della Costituzione…

Certo. Aprire una discussione più ampia su come applicare l’articolo 39 della Costituzione, non credo che debba più costituire un tabù. D’altro canto, lo ripeto, il vero problema da risolvere è quello di individuare i contratti maggiormente rappresentativi, che garantiscono più tutele a chi lavora, così da affrontare la piaga dei contratti in dumping, firmati da associazioni datoriali e organizzazioni sindacali inesistenti. Noi dobbiamo tutelare le lavoratrici e i lavoratori e non farci ingabbiare da remore ideologiche. 

L’altro fronte è quello del welfare. Anche in questo caso hai sollecitato l’apertura di una discussione che vada al di là della contingenza rappresentata dall’annuale manovra economica. Si può fare?

Si deve fare. Su temi così delicati come quelli delle pensioni e dello Stato sociale, abbiamo il dovere di avviare un confronto anche bipartisan che coinvolga tutti, senza che a pagare il prezzo delle scelte siano sempre le lavoratrici e i lavoratori. 

Dobbiamo analizzare che cos’è lo stato sociale oggi, quale sarà la condizione del welfare domani e quali sono le misure necessarie per finanziarlo, in un mondo che cambia continuamente e velocemente. 

E Cgil e Cisl?

Questi temi stanno nelle piattaforme unitarie che noi non abbiamo rimosso. Misuriamoci sui temi concreti e proviamo a farlo insieme, sapendo che permangono delle differenze, ma che il pluralismo sindacale è una ricchezza per la democrazia del nostro Paese. Nonostante le diverse storie e visioni, alcuni temi si possono affrontare congiuntamente, purché le gravissime e inaccettabili aggressioni, come quelle avvenute a Genova da parte di delegati della Fiom a danno dei delegati della Uilm, siano condannate anche dalla Cgil e dalla Fiom e non accadano mai più. 

Nel frattempo, nella prima metà del 2026, si svolgerà la stagione congressuale della Uil. Sarà un’occasione per portare questi temi anche all’attenzione del dibattito interno alla nostra Organizzazione?

Certamente, e non solo. La fase congressuale è uno dei momenti più alti di espressione della democrazia sindacale. Nel nostro caso, è l’occasione per dare voce a oltre due milioni di iscritti che vogliono contribuire all’azione di un Sindacato impegnato a ottenere risultati per migliorare le condizioni delle lavoratrici, dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani. Sarà un momento importante per confrontarsi, per pensare e costruire l’Organizzazione dei prossimi dieci anni. Parleremo anche di intelligenza artificiale e di come questa eccezionale innovazione potrà impattare sul lavoro, sulla produttività e sulla sua più equa ed efficace redistribuzione. Vogliamo fare proposte per cambiare e migliorare il futuro del nostro Paese. Non è il tempo per essere spettatori: dobbiamo essere parte in causa, perché abbiamo sulle nostre spalle questa responsabilità. Se lavoriamo insieme, le cose si possono cambiare: il Sindacato è garanzia di futuro e di questo futuro, noi vogliamo essere protagonisti.

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