8 Ottobre 2026

IL SINDACATO, LUOGO DI UNITÀ TRA LE GENERAZIONI

Viviamo una fase complessa, segnata dall’invecchiamento della popolazione, dalla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, dalle difficoltà della sanità pubblica e da profonde trasformazioni economiche e sociali. Di fronte a queste sfide non bastano interventi episodici: servono una visione, il coraggio di compiere scelte strutturali e la volontà di rimettere al centro le persone.

Parto da un dato che non può lasciare indifferenti: oggi, nel nostro Paese ci sono 16 milioni di pensionati. Ci sono, poi, 3,5 milioni di persone non autosufficienti e circa 4 milioni di anziani che vivono da soli. È questa l’Italia reale con cui la politica deve confrontarsi ogni giorno.

Per questo continuo a sostenere che è necessario garantire la piena rivalutazione delle pensioni, estendere la quattordicesima e ridurre la pressione fiscale sui pensionati. Non chiediamo privilegi, ma giustizia. Le pensioni hanno perso potere d’acquisto e non possiamo continuare ad assistere a interventi temporanei che rinviano i problemi senza affrontarli davvero.

Bisogna separare la previdenza e l’assistenza. È una riforma di trasparenza prima ancora che economica, indispensabile per avere un quadro reale della spesa pubblica e costruire un sistema previdenziale sostenibile. Ma la sostenibilità non si ottiene continuando ad alzare l’età pensionabile. Si costruisce creando lavoro stabile, aumentando i salari, combattendo la precarietà e favorendo una buona occupazione. Pensionati e lavoratori non sono mondi separati: il lavoro di oggi determina le pensioni di domani. Se aumentano precarietà e bassi salari, aumenteranno inevitabilmente anche le pensioni povere.

Parliamo, poi, di sanità pubblica: il nostro sistema resta ancora troppo ospedale-centrico, mentre è indispensabile rafforzare la medicina territoriale. Le Case della comunità rappresentano un investimento importante, ma senza medici, infermieri e personale sanitario rischiano di trasformarsi in strutture vuote. Il diritto alla salute non può dipendere dal codice di avviamento postale o dalla possibilità economica di rivolgersi al privato.

Tra le priorità c’è, poi, la non autosufficienza. Milioni di famiglie affrontano ogni giorno questa condizione con enormi sacrifici economici e personali. È arrivato il momento di rendere pienamente operativa la riforma e costruire una rete di servizi che garantisca assistenza, dignità e sostegno alle persone anziane e a chi se ne prende cura.

Il Sindacato deve continuare a essere il luogo dell’unità tra le generazioni. Non accetto una narrazione che mette giovani e anziani gli uni contro gli altri. Le loro esigenze sono profondamente intrecciate: difendere il lavoro significa difendere anche il futuro delle pensioni, così come garantire pensioni dignitose, significa rafforzare la coesione sociale del Paese.

Parliamo, poi, di Intelligenza artificiale, tema al centro di questo grande Congresso. Non dobbiamo averne paura, ma non possiamo nemmeno subirla. L’innovazione è sempre stata un motore di progresso quando è stata governata, mentre diventa un fattore di disuguaglianza quando viene lasciata esclusivamente alle logiche del mercato. L’Intelligenza artificiale può migliorare la qualità del lavoro, aumentare la produttività e rendere più efficienti i servizi, ma non può tradursi in nuova precarietà, perdita di diritti o sostituzione indiscriminata delle persone. Serve una governance che metta al centro il lavoro, la formazione continua e la dignità dei lavoratori. È una sfida che riguarda anche i pensionati, perché una buona occupazione, salari adeguati e lavoro qualificato sono il presupposto per garantire pensioni dignitose alle generazioni future. Il Sindacato deve essere protagonista del cambiamento, accompagnando l’innovazione senza rinunciare ai principi di equità, inclusione e giustizia sociale che, da sempre, guidano la nostra azione.

Questa è la sfida che abbiamo davanti. Una sfida che richiede responsabilità, dialogo e riforme vere. Come Uil Pensionati continueremo a fare la nostra parte, con la convinzione che tutelare gli anziani significhi costruire un’Italia più giusta per tutti.