7 Ottobre 2026

BOMBARDIERI: “LE DELEGATE E I DELEGATI SONO I NOSTRI EROI. GRANDE SODDISFAZIONE PER IL XIX CONGRESSO”

È un Congresso che merita di restare agli atti. Quello celebrato a Padova, il XIX della storia della Uil, sarà ricordato per le molte proposte emerse e per i suoi contenuti innovativi e di modernità: è stato il Congresso dell’Intelligenza artificiale. E non solo perché l’intera scenografia l’ha costantemente evocata o, magari, perché alle assise hanno partecipato esperti di fama internazionale in materia o, ancora, perché un robot umanoide si aggirava in sala dispensando saluti a destra e a manca. Anche per tutto ciò, ovviamente, ma soprattutto, perché gli impegni assunti in quell’occasione pongono il Sindacato di via Lucullo all’avanguardia, tra le Organizzazioni sociali e politiche, in un approccio al tema, che è responsabile, laico e propositivo. Lo testimonia la stesura della Carta di Padova, un vero e proprio manifesto, per orientare e indirizzare l’Intelligenza artificiale nel lavoro e tra le persone, scaturito, al termine della tre giorni, dal lavoro di chi, nella Uil e intorno a essa, ritiene questa vicenda meritevole della massima attenzione. 

Di ciò e di tanto altro, si parla nel numero speciale di Lavoro Europeo dedicato al Congresso. E lo si fa, semplicemente, riportando le sintesi degli interventi dal palco di tutti i rappresentanti del gruppo dirigente dell’Organizzazione. Si tratta, quindi, di una pubblicazione degli atti del Congresso “sui generis”, realizzata nello stile sobrio e documentale che vuole avere la nostra rivista, per dare conto del dibattito interno e per ragionare sulle prospettive e sul ruolo della Uil. 

L’introduzione, come di consueto, la si affida alle riflessioni e alle proposte del Segretario generale, PierPaolo Bombardieri.

Segretario, quello di Padova è stato un evento memorabile: soddisfatto?

Assolutamente, sì. Spero, però, che lo siano stati, soprattutto, gli oltre 3mila delegati e delegate provenienti da ogni parte d’Italia e i circa mille invitati che hanno voluto onorarci della loro presenza. Mi pare che i riscontri siano stati tutti molto positivi e lusinghieri. È stato premiato, così, uno sforzo organizzativo davvero rilevante. Abbiamo rappresentato il nostro impegno e le nostre idee per la costruzione della Uil dei prossimi dieci anni. E, considerato l’obiettivo, non si poteva prescindere da un confronto molto serrato proprio sul tema dell’Intelligenza artificiale. 

Alle delegate e ai delegati, hai voluto dedicare l’apertura, anche con la canzone di Mr. Rain, intervenuto in presenza. Perché?

Perché un’Organizzazione come la nostra vive della partecipazione e dell’impegno delle sue iscritte e dei suoi iscritti e dell’azione quotidiana delle sue attiviste e dei suoi attivisti: un’attività complessa, difficile, faticosa. Le delegate e i delegati, dunque, sono i nostri eroi, capaci di “fermare il vento come dentro gli uragani”. È stato giusto partire da loro, dunque, e tributargli il dovuto riconoscimento.

Tantissimi sono stati i temi della tua relazione: hai trattato tutti quelli legati all’azione sindacale della Uil. Hai ricordato i risultati conseguiti e hai indicato la strada da percorrere per centrare i prossimi obiettivi. In questa sede, però, approfondiamo, in particolare, il tema dell’Intelligenza artificiale. Facevamo cenno alla Carta di Padova. Come è nata questa idea e in cosa consiste?

Stiamo collaborando con i principali Atenei nazionali e con Enti di analisi e ricerca, perché vogliamo indirizzare questa epocale trasformazione dell’IA, orientandola secondo principi e valori che mettano al centro la tutela della persona, anche incentivando una risposta di stampo europeo, per un sovranismo tecnologico virtuoso. Ecco perché abbiamo anche firmato un’intesa con Search On Media Group, per dare vita all’Osservatorio nazionale su Intelligenza artificiale, lavoro e diritti. Per quel che riguarda, specificamente, la Carta, si tratta di un vero e proprio decalogo che invieremo alle nostre controparti e al Governo. Sono rivendicazioni per avviare un confronto su questi temi e fissare regole di comportamento condivise. Ogni punto è sviluppato nel dettaglio, analiticamente. Sintetizzo le richieste: l’algoritmo deve entrare nella contrattazione; bisogna redistribuire il dividendo tecnologico; l’IA deve essere al servizio della salute e sicurezza; serve la formazione permanente per l’occupabilità, per rafforzare competenze e accompagnare il lavoratore in questa trasformazione; bisogna vietare il “licenziamento tecnologico”; va garantita la sovranità tecnologica democratica; i dati dei lavoratori non possono essere usati a piacimento; il valore generato dall’IA va tassato per un equilibrio democratico; necessitano politiche pubbliche per una giusta transizione; bisogna definire un piano sul fabbisogno energetico dell’IA. 

C’è, poi, la questione salariale. Come affrontarla?

Il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati: è questo il centro della nostra azione sindacale. Come è noto, dal Governo abbiamo ottenuto alcune risposte importanti alle nostre ripetute rivendicazioni: dalla detassazione degli aumenti contrattuali alle risorse per rinnovare i contratti del pubblico impiego, fino al recente riconoscimento che il salario dignitoso è quello dei contratti firmati da Cgil, Cisl, Uil. Bisogna proseguire su questa strada. La priorità, per noi, resta il recupero del potere d’acquisto e, a tal proposito, abbiamo chiesto al Governo di prevedere penalizzazioni per quei settori che non rinnovano i contratti e per quelle aziende che usano la riduzione del costo del lavoro come strumento per la loro competitività. Inoltre, abbiamo chiesto di confermare la detassazione per i contratti che si rinnoveranno nel 2027 e nel 2028. Alle parti sociali, poi, tocca il compito di definire le regole delle relazioni industriali, della contrattazione e della misurazione della rappresentanza, anche per contrastare i contratti pirata: il confronto è aperto. 

Ce ne sarebbero ancora davvero tante di domande sui capitoli emersi al Congresso. Chiudiamo, però, in continuità con il ragionamento relativo alla difesa del salario, ricordando l’impegno assunto per rivendicare la riduzione della tassazione locale. Sarà, per così dire, la nuova “campagna d’autunno” della Uil?

Ci prepariamo a realizzare una serie di iniziative sui territori, perché siamo di fronte a un fenomeno che non è più accettabile. Facciamo manifestazioni, scioperi, rivendicazioni per recuperare la perdita del potere d’acquisto e poi, però, le tasse regionali e comunali falcidiano salari e pensioni. In alcuni territori, bastano le addizionali Irpef ad annullare i benefici di un aumento contrattuale: non è più sopportabile. Bisogna abbassare le tasse e siamo pronti a discutere su come fare risparmi ed economie di gestione.

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