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VET WEEK, LA SETTIMANA EUROPEA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

di Noemi Ranieri - Presidente Enfap Italia

Tuesday, June 7, 2022

La diffusione di una moderna cultura del lavoro e dei sistemi di produzione misurati dalla digitalizzazione e da approcci green per la salvaguardia del pianeta non può prescindere dal rispetto dei diritti all’equa retribuzione, alla salute, al benessere e alla sicurezza dei lavoratori.  E‘ questa la chiave con cui Enfap Italia svolge la propria funzione di coordinamento degli enti afferenti alla UIL che nelle diverse regioni operano per la formazione continua dei lavoratori per la qualificazione degli inoccupati e dei disoccupati.


La celebrazione della Settimana europea della formazione professionale, Vet Week, fissata dalla Commissione Europea nel periodo 16 – 20 maggio 2022, a cui Enfap Italia ha deciso di aderire producendo un video di significative testimonianze di successo, consente di riflettere sulle potenzialità che la formazione professionale stessa può offrire al nostro Paese in termini di esiti occupazionali e qualificazione delle professioni.


L’istruzione, la formazione, l’addestramento, l’esperienza sono i motori del cambiamento da accompagnare con il continuo apporto dell’aggiornamento professionale. Per i diversi soggetti che, come Enfap Italia, sono impegnati in questo costante sforzo, occorre una collocazione più marcata e diretta nell’ambito del potenziale sviluppo delle politiche attive del lavoro, da realizzare nel quadro degli obiettivi della programmazione economica, con l’intento di favorire un’occupazione di qualità, a partire dalle fasce più fragili, giovani, donne e disabili, su cui anche il Pnrr si propone di intervenire.


L’implementazione della qualità dell’offerta di istruzione e formazione professionale è chiamata a sostenere la raccomandazione dell’Unione Europea del 24 novembre 2020 per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza. La raccomandazione descrive il ruolo delle parti sociali nel meccanismo di garanzia della qualità su cui, con la Uil, Enfap Italia si impegna a fornire un contributo nella Peer Review che riguarda l’Italia, fissata per la seconda metà del 2022.


Più intrigante l’obiettivo di coinvolgere fasce più ampie di popolazione adulta nella formazione. L’Italia ha accresciuto il suo potenziale di due punti percentuali negli ultimi dieci anni, a fronte dei Paesi in flessione come Danimarca, Cipro, Slovenia. Molto c’è da fare però rispetto a Paesi come Francia ed Estonia, dove le percentuali sono incrementate di dieci e dodici punti.


Il lavoro in continua evoluzione cambia il rapporto tra imprese, lavoratori ed enti di formazione. I nuovi modelli organizzativi impattano sulle loro missioni tradizionali. La pandemia, prima, e la guerra, poi, stanno ricordando al mondo che la vita può cambiare in modo repentino.


Più espliciti bisogni di autoimprenditorialità, specializzazione delle mansioni, un recupero del gap nei confronti della formazione accademica fanno ben sperare sulla capacità della formazione professionale di reagire.  Sono numerosi gli studi che certificano la sua maggiore capacità di sostenere lo slancio verso la competitività di cui le imprese e le persone hanno bisogno per alimentare favorevoli contesti di vita e di lavoro.


Anche in questo settore, l’attenzione alla specificità della persona che costruisce il proprio futuro è elemento di qualità di ogni grande organizzazione.