Economia

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RIFORMA FISCALE EQUA E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE

di Domenico Proietti - Segretario confederale Uil

Thursday, June 17, 2021

La riforma fiscale è la chiave per la ricostruzione economica del Paese.


Si deve definire un sistema fiscale equo, improntato sul criterio della progressività, che riduca il carico fiscale sui lavoratori dipendenti, sui pensionati ed imprese, realizzando una svolta epocale nella lotta all’evasione fiscale e contributiva.


La svolta deve partire da un’affermazione chiara e semplice: mai più condoni. 


Lavoratori dipendenti e pensionati contribuiscono per il 94% al gettito Irpef: un dato che fotografa le evidenti iniquità del nostro sistema fiscale. Negli ultimi anni, grazie all’impegno del Sindacato, si è realizzata una prima riduzione dei tributi per i lavoratori dipendenti, ma è necessario proseguire su questa strada, riducendo le tasse anche ai pensionati. In tal senso, è importante aumentare le detrazioni per le categorie indicate, ma, al contempo, è necessario revisionare L’IRPEF, intervenendo su aliquote e scaglioni, nel rispetto del principio di progressività.


Nessuna riforma fiscale, perché sia efficace, può prescindere da una svolta epocale nella lotta all’evasione fiscale.


L’evasione è il male assoluto del Paese. Ogni anno sono evasi quasi 110 miliardi di euro, ovvero circa la metà delle risorse disponibili con il PNRR. Questo dato rappresenta la drammaticità economica del fenomeno. L’evasione non è solo un danno economico, ma è anche un vulnus del nostro sistema democratico, che occorre sanare perché, in Italia, circa un terzo dei cittadini non assolve al dovere di pagare i tributi.


Per questo motivo, per la UIL, la svolta necessita di una chiara ed esplicita volontà politica che deve realizzarsi mediante dieci interventi:


1) l’istituzione di un’authority nazionale antievasione;


2) l’aumento degli accertamenti rendendoli anche più mirati ed efficaci;


3) l’incrocio di tutte le banche dati della pubblica amministrazione;


4) l’ampliamento del contrasto di interessi per i servizi alle famiglie;


5) la tracciabilità di tutti i pagamenti attraverso un efficace piano cashless, peraltro recentemente varato, e attraverso l’utilizzo e l’incentivo della moneta elettronica;


6) la trasmissione automatica di tutte le transazioni all’anagrafe fiscale;


7) l’estensione del sistema della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo, implementando strumenti che consentano il versamento diretto dell’Iva;


8) il controllo almeno una volta ogni 5 anni di tutti i redditi dichiarati;


9) la valorizzazione e il rafforzamento del ruolo dei centri di assistenza fiscale come strumenti innovativi del sistema e di semplificazione per il cittadino e contribuente;


10) l’elevazione a rango costituzionale dello Statuto dei diritti del contribuente.


Per la UIL, si devono valorizzare tutte le professionalità umane presenti all’interno delle Agenzie fiscali, implementandone l’organico, fortemente ridotto in questi anni di blocco del turn over. L’investimento in risorse umane è fondamentale per realizzare la svolta auspicata.


Oltre a ciò, i temi fiscali vanno inquadrati anche in un’ottica europea ed internazionale. La UIL ritiene indispensabile la creazione di un’Unione fiscale europea, l’introduzione di una Digital Tax rispetto a tutte le attività del web. Al fine di contrastare le crescenti disuguaglianze economiche e sociali, è necessario introdurre, in via straordinaria, una tassa sugli extra profitti realizzati dalle multinazionali durante la pandemia, come propose Keynes dopo la fine della Seconda guerra mondiale.


Importante è l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. È necessario che il Governo continui un confronto con le Parti Sociali poiché questa misura, se non ben articolata, rischia di penalizzare molte famiglie, con particolare riguardo a quelle di e con lavoratori dipendenti e pensionati.


La misura dell’assegno unico non può prescindere da un rafforzamento della lotta all’evasione. In questo senso, l’Isee non è una fotografia precisa della condizione reddituale e da solo non basta ad intercettare fenomeni evasivi che determinano un beneficio per chi li commette, a discapito dei cittadini onesti. Il finanziamento dell’assegno unico deve essere a carico della fiscalità generale.