Lavoro

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LE PRIORITÀ PER IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

di Vito Panzarella - Segretario generale Feneal Uil

Thursday, September 9, 2021

Siamo alla vigilia di un periodo storico unico e forse irripetibile, in cui l’Europa ha capito che, senza una politica espansiva straordinaria, le economie dei suoi Paesi avrebbero rischiato di collassare. Un ruolo centrale per la ripresa, almeno nel nostro Paese, verrà giocato dal settore delle costruzioni per la quota di risorse che andrà ad attirare e per gli investimenti e i progetti che sarà chiamato a realizzare da qui al 2026. Risorse che possono realmente avviare una rinascita nel solco della modernizzazione e dell’innovazione. Il ruolo del sindacato diviene quanto mai centrale e necessario nella misura in cui riuscirà ad interpretare, leggere e tradurre questi cambiamenti in tutele e nuovi diritti, dando centralità ai lavoratori che dovranno essere i veri protagonisti.


Come sindacato di categoria avvertiamo la necessità che questo settore si trasformi finalmente in quella che potremmo definire a pieno titolo l’industria delle costruzioni. Per l’edilizia classica questo significherà prima di tutto attuare un grande balzo in avanti in termini di qualità, innovazione, specializzazione, investendo su nuove tecnologie, tecniche produttive e materiali. Obiettivo prioritario diventa puntare sulla formazione delle lavoratrici e dei lavoratori come risorsa strategica. Acquisizione delle capacità da un lato e riconoscimento formale in termini di qualifica e inquadramento contrattuale dall’altro. Inoltre, siamo convinti che in questa crescita qualitativa debba trovare spazio una formazione continua intesa, dunque, come diritto individuale alla crescita culturale, sociale e individuale del lavoratore.


Il secondo obiettivo su cui puntare, non in termini di importanza naturalmente, è ripristinare in questo Paese un mercato delle costruzioni sano, dove possano operare soltanto imprese che, oltre ad avere i requisiti tecnico professionali, garantiscano qualità del lavoro e sicurezza ai loro dipendenti, nel pieno rispetto di norme e contratti. Su questo piano il decreto per la congruità è stata una grande conquista contro lo sfruttamento e il dumping contrattuale, ma molto ancora si deve fare per contrastare tutte quelle situazioni che non garantiscono i giusti diritti ai lavoratori e mettono a rischio la loro sicurezza.


Continuano ad essere troppi gli infortuni sui luoghi di lavoro, mentre occorre prima di tutto ottenere l’attuazione di quello che già normativamente è previsto, a partire dalla qualificazione delle imprese con la cosiddetta “patente a punti”. Bisogna procedere, poi, con una serie di proposte che da tempo stiamo cercando di attuare: una su tutte, l’obbligo dell’applicazione del contratto edile per tutti quelli che attuano lavorazioni edili. Al contempo, è necessario avviare una profonda e capillare campagna culturale, a partire dalle scuole, per sensibilizzare tutti alla cultura e al rispetto della sicurezza, potenziare le politiche incentivanti e disincentivanti, rafforzare la formazione, i controlli e le sanzioni.