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DONNE E LAVORO PER LA CRESCITA DEL MEZZOGIORNO

di Luisella Lionti - Segretaria generale Uil Sicilia e Area Vasta

Tuesday, June 7, 2022

Le donne siciliane continuano ad essere le più penalizzare in Italia.


Dati alla mano solo il 29,3% della popolazione femminile ha un’occupazione. In piena pandemia si sono sostituite del tutto a un welfare assente. Donne equilibriste, alle prese con la dad dei figli, con lo smart working e con la paura di perdere il lavoro.


Sono state proprio loro, le prime a perdere il posto perché, troppo spesso, lavoratrici in nero. Si sono ritrovate senza occupazione e senza un reddito da ammortizzatore sociale.


Nella nostra isola, purtroppo, figli e lavoro continuano a essere largamente inconciliabili. Il 38% delle donne modifica la propria situazione lavorativa per esigenze famigliari rispetto al 12% degli uomini. E il 33% abbandona il lavoro dopo la nascita del primo figlio.


Per questo occorrono infrastrutture essenziali come scuole, ospedali e medicina territoriale. Per favorire una buona occupazione femminile serve contrastare lo schema culturale consolidato per cui solo alla donna sono affidati carichi di cura dei figli, delle persone anziane non autosufficienti e delle persone con gravi disabilità. Le risorse del Pnrr sono indispensabili e devono essere spese.


Alla fatica di trovare un lavoro, alla pari dei colleghi uomini, si aggiunge il fattore guadagno. Le donne guadagnano in media il 23 per cento rispetto agli uomini. Abbiamo chiesto, unitariamente, un piano straordinario per l’occupazione femminile insieme alla creazione di un’Agenda di genere per ottenere parità e il superamento dei pesanti gap che vedono le donne siciliane fanalino di coda nel mercato del lavoro.


È proprio questa scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro che rallenta la crescita del Mezzogiorno.