lunedì 24 Giugno 2024
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VERONESE: “IL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA ISTITUZIONALE CAMBIA LA NATURA DELLA NOSTRA REPUBBLICA”

“A nostro parere, quello dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio, è un disegno di legge che modifica, alla base, il nostro sistema istituzionale passando da una Repubblica Parlamentare ad una Repubblica Presidenziale o semi Presidenziale”.

È questo il giudizio espresso dalla Segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, in occasione dell’Audizione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, in merito al disegno di legge costituzionale che modifica gli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione.

Una considerazione critica è stata espressa anche sul metodo. “Un passaggio così delicato per la vita delle nostre Istituzioni – ha precisato Veronese – si sarebbe dovuto fare non con un Disegno di legge Costituzionale, bensì con lo strumento della “Convenzione per le riforme istituzionali”: una Commissione redigente mista, costituita su base proporzionale, da Parlamentari e non Parlamentari, con la partecipazione di esperti delle parti sociali e della società civile”.

Veronese ha poi ricordato l’incontro avuto, nei mesi scorsi, con la Ministra per le Riforme Istituzionali durante il quale era stata data la disponibilità a discutere su come rendere più stabili i Governi, tenendo però presente i pesi e i contrappesi della nostra attuale Costituzione.

“Avevamo posto il tema di non mettere in alcun modo in discussione le prerogative e le funzioni del Capo dello Stato – ha ribadito Veronese – e avevamo richiamato l’attenzione sulla necessità di aprire, contestualmente alla riforma costituzionale, un confronto su una riforma elettorale che mettesse in prima fila la possibilità per le elettrici e gli elettori di scegliere i propri e le proprie rappresentanti. Invece, dopo quell’incontro ci siamo trovati di fronte questo disegno di Legge, che a nostro avviso, non solo cambia la natura della nostra Repubblica, ma mette in forte discussione i poteri e le prerogative del Capo dello Stato”.

La Segretaria confederale della Uil ha poi riproposto anche le criticità relative all’autonomia differenziata: “Rischia di accentuare le differenze e i divari e potrebbe disgregare il nostro già fragile Stato nazionale, aumentando le disuguaglianze sociali e territoriali. Non ci possiamo permettere che i diritti di cittadinanza vengano garantiti a seconda della zona geografica in cui si nasce e si vive. Per noi ci sono diritti fondamentali delle persone che non possono e non devono essere oggetto di autonomia differenziata: ci riferiamo al diritto all’istruzione, al diritto alla salute e sicurezza, al diritto al lavoro”.

Infine, la proposta. “Crediamo – ha concluso Veronese – che, prima di parlare di autonomia differenziata, si debba fare ogni sforzo per porre sullo stesso piano tutti i territori, con investimenti infrastrutturali e con risorse per assicurare i diritti civili e sociali in ogni parte del Paese: dal Nord al Sud, dalle aree urbane alle aree interne”.