sabato 24 Febbraio 2024

BOMBARDIERI: “I PROBLEMI SOCIALI ED ECONOMICI DEL NOSTRO PAESE RESTANO IRRISOLTI. ECCO LE RAGIONI DELLA NOSTRA MOBILITAZIONE”

Il 2023 è stato un anno di proposte e di mobilitazione. La Uil ha rivendicato risposte sui salari, sulle pensioni, sul lavoro per i giovani, sulla sicurezza, sul fisco, sottolineando la carenza o l’assenza di soluzioni su questi capitoli e l’inadeguatezza della manovra economica ad affrontare i problemi del Paese. A partire dal mese di maggio e sino alla fine dell’anno, le iniziative di piazza hanno avuto questo obiettivo: chiedere cambiamenti della politica economica del Governo. Tutte ragioni che il Segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, ha ribadito in occasione di ciascun appuntamento.

“Siamo scesi in piazza  – ha sottolineato Bombardieri – perché restano irrisolti i principali problemi sociali ed economici del nostro Paese. C’è, innanzitutto, una questione che riguarda i salari e le pensioni che hanno subito una perdita del potere d’acquisto del 15%. E poi c’è un tema che riguarda la sicurezza sul lavoro, il fisco, le pensioni. La verità è che si continua a morire sul lavoro, le tasse continuano a pagarle sempre gli stessi e, ancora una volta, si fa cassa sulle pensioni, con risparmi di 68 miliardi a carico di lavoratori e pensionati. E ancora: che fine hanno fatto le politiche per il Mezzogiorno? Come si rilancia l’occupazione? Come si evita la fuga all’estero di tanti nostri ragazzi? Invece di affrontare questi argomenti, il Governo ci ha attaccato sul diritto di sciopero”.

Quest’ultimo tema ha acceso il dibattito nei giorni della mobilitazione. “Speriamo che ci sia ancora lo spazio democratico – ha proseguito il leader della Uil – per esprimere il nostro dissenso rispetto ad alcune scelte che non risolvono tutti questi problemi. Dobbiamo sostenere per forza che va tutto bene? Noi non ce la facciamo, perché c’è ancora tanta gente che soffre e che non riesce ad arrivare alla fine del mese, tanti pensionati che sono lasciati da soli, tanti giovani che sono costretti ad emigrare. La piazza e la partecipazione per noi restano strumenti di democrazia per rappresentare un pensiero che non sia completamente allineato”.

E infine, a dicembre, anche la manifestazione dei Sindacati europei a Bruxelles, con la Uil in prima linea per dire “no” al Patto di stabilità. “Vogliamo un’Europa sociale e solidale – ha detto Bombardieri – che sia in grado di ridurre le diseguaglianze e di affrontare la transizione tecnologica e climatica senza pesare sulle spalle delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini più deboli. Ecco perché diciamo “No” al Patto di stabilità e chiediamo, invece, un Patto per la crescita, magari finanziando la transizione sociale con bond europei. Peraltro, l’inflazione che stiamo registrando in questi anni non è dovuta all’aumento dei salari, ma alla crescita dei dividendi e dei profitti. È da qui che possono venire le risorse necessarie, tassando gli extra profitti e le transazioni finanziarie”.

“Tutte queste piazze hanno manifestato una voglia di partecipazione e di cambiamento. Ecco perché continueremo e lavorare e a mobilitarci – ha concluso Bombardieri – per rinnovare i contratti, per lavorare sulla sicurezza, per far pagare le tasse a chi non le paga, per difendere e tutelare i diritti acquisiti, per ridare dignità al Mezzogiorno, per eliminare le diseguaglianze”.