giovedì 26 Gennaio 2023

Un paese unito per un futuro al lavoro

Si può parlare dell’Italia come un Paese unito, di un’Europa, senza lo sviluppo del Mezzogiorno? 

Noi crediamo di no e pensiamo che occorre ripartire dal Mezzogiorno per unire il Paese e per dare un futuro al lavoro con investimenti e interventi sulla strategia delle “5 I”: Innovazione; Industria; Infrastrutture; Inclusione; Istruzione. 

Innovazione: intesa come cambiamento tecnologico e digitale della pubblica amministrazione ed un piano di investimenti in ricerca ed innovazione. La riforma della pubblica amministrazione riveste un ruolo strategico e dobbiamo considerare le risorse collocate in questo settore non come una spesa ma come un investimento, una precondizione allo sviluppo. Occorre, poi, intraprendere un’efficacia azione a favore di innovazione e ricerca di prodotto in connessione con una rinnovata Strategia della Specializzazione Intelligente. È, inoltre, stimolare una maggiore collaborazione pubblico-privato e tra le reti di ricerca: enti pubblici, atenei ed imprese.

Industria: è ormai ineludibile per il Sud d’Italia e del suo tessuto produttivo affrontare la sfida dimensionale delle imprese e della loro internazionalizzazione. In tale contesto va riordinato il sistema delle diverse forme di incentivi alle imprese, con l’istituzione di un “fondo unico per gli incentivi agli investimenti e alla ricerca industriale”. Serve un forte ruolo di indirizzo e coordinamento, anche con le politiche di ricerca e innovazione, che può essere efficacemente esercitato attraverso un nuovo modello di governance delle politiche industriali e di sviluppo attraverso una rinnovata Cassa del mezzogiorno 4.0.

Infrastrutture: investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture materiali, immateriali e digitali. Il grande “piano di investimenti nelle costruzioni” deve contemplare grandi infrastrutture strategiche e opere piccole e medie nella cosiddetta viabilità secondaria (stradale e ferroviaria). Un piano strategico finalizzato al potenziamento delle cosiddette infrastrutture immateriali e digitali con particolare riguardo al potenziamento dei servizi pubblici alla persona (dalla sanità all’edilizia scolastica, dal servizio idrico ai rifiuti).

Inclusione: intesa come inclusione lavorativa, soprattutto di giovani donne e di inclusione sociale. È dal lavoro, dal lavoro dignitoso e di qualità che si deve ripartire.

Mettere in primo piano la centralità dei servizi erogati dai Comuni al fine di favorire un maggiore equilibrio ed un’efficace conciliazione dei tempi di cura e di lavoro delle persone: incremento del tempo pieno nella scuola primaria e secondaria di primo grado. Il potenziamento degli asili nido, rafforzamento dei servizi mirati all’infanzia e all’adolescenza di gruppi svantaggiati.

Istruzione: rafforzare il sistema dell’istruzione e della formazione. La formazione del capitale umano qualificato è uno dei fattori all’origine della crescita economica. Nel Mezzogiorno occorre investire per innalzare il livello delle competenze e un piano per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Va rafforzato il sistema Istituti Tecnici Superiori (ITS), con una grande azione cardine.