venerdì 09 Giugno 2023

La mobilitazione della P.A per migliorare i servizi ai cittadini

Oggi abbiamo davanti un’opportunità irripetibile per disegnare la Pubblica amministrazione di domani ed il sistema di welfare socio-sanitario del Paese. La pandemia ci ha mostrato lo straordinario valore dei servizi pubblici ma ne ha fatto emergere anche i limiti, a causa di decenni di tagli che li hanno impoveriti. 

In questi mesi i lavoratori dei servizi pubblici sono rimasti in prima linea, senza risparmiarsi, con turni massacranti e rischiando la propria salute a causa del virus. Non serve chiamarli eroi se poi non gli si riconosce dignità e rispetto.

In questi anni e soprattutto negli ultimi mesi abbiamo presentato le nostre piattaforme per i rinnovi contrattuali al Governo Conte e Conte Bis, abbiamo manifestato il nostro dissenso rispetto all’immobilismo e alle briciole offerte, abbiamo fatto assemblee nei luoghi di lavoro rispettando la normativa anti-covid, manifestazioni e stati di agitazione fino ad arrivare allo sciopero del 09 dicembre u.s., ma non abbiamo ottenuto alcun confronto serio per programmare un piano straordinario di assunzioni, per il rinnovo contrattuale, né tantomeno per il sistema di classificazione del personale, così come per la riqualificazione e valorizzazione dei lavoratori. Siamo stati sempre consapevoli di essere di fronte a una pandemia senza precedenti, ma siamo ormai stufi di continuare ad assistere, pur cambiando i Governi, ad un teatrino politico che non affronta una riforma seria e strutturale della Pubblica Amministrazione per garantire più diritti, più welfare ai lavoratori e più servizi ai cittadini.

Per questo continuerà la mobilitazione, solamente “aperta” con lo sciopero, e che mira a garantire misure adeguate di prevenzione e contrasto al Covid per la gestione del lavoro in sicurezza: dpi, tamponi, vaccini e aggiornamento dei protocolli.

Così come è necessario un piano straordinario di assunzioni per superare l’annosa piaga del precariato ed in contemporanea introdurre nuove opportunità per i giovani, contribuendo a svecchiare la macchina pubblica, i cui lavoratori hanno un’età media intorno ai 56 anni.

Non possono mancare di certo le risorse per avere servizi innovativi, moderni ed efficienti e per offrire formazione continua al personale, rafforzando la professionalità dei lavoratori al servizio del Paese. Per giungere a questi obiettivi, il ruolo della contrattazione è essenziale, sia per liberare le risorse della contrattazione decentrata, che per la regolamentazione dello smart working, così come per rinnovare i contratti garantendo risorse alla riforma del sistema di classificazione professionale e delle indennità.

Per un vero cambiamento e innovazione dei servizi offerti ai cittadini occorre investire nelle competenze dei lavoratori e far ripartire gli investimenti nei settori pubblici.

È fondamentale che il Governo riapra la discussione su questi punti, adottando sempre il metodo della concertazione, altrimenti non avremo gli strumenti necessari per rispondere né alle emergenze né ai bisogni di lavoratori e cittadini, guardando anche alla sfida del Recovery Plan, sul quale chiediamo di discutere su come investire le risorse nei settori di nostra competenza.