giovedì 26 Gennaio 2023

GRANDE LA UIL, ANCHE NEL PICCOLO MOLISE

Sono le grandi masse che fanno i grandi cambiamenti. Sono i numeri rilevanti che muovono l’economia, che orientano la politica, che promuovono o affossano le idee. Sono le grandi dimensioni, del Paese o delle città, che spingono a cercare nuove soluzioni, a pianificare gli interventi, in qualche modo a disegnare il futuro.

Ma è nei piccoli contesti che si disegna la qualità della vita delle persone. È nella sterminata provincia italiana, fatta di particolarismi e specificità, che si tenta di tenere assieme l’ambiente con lo sviluppo, che si coniuga – spesso a fatica – tradizione e innovazione. Sono le piccole comunità che sostengono o affossano, che sviluppano laboratori di competenze e di coesione, o che fanno scappare lontano coloro che qualcosa di più sognano e vogliono.

Quante volte mi sono trovata a riflettere sulle opportunità ma anche sui limiti del mio Molise. Poco più di 300 mila abitanti, su un territorio poco antropizzato e mal connesso e ancor peggio collegato, stretto fra gigantesche regioni, dal punto di vista territoriale ma anche politico. Ci si conosce un po’ tutti e le vicende personali diventano, spesso, chiacchiere del paese. E anche la politica locale ne risente: chiunque tira per la giacca il presidente o l’assessore dandogli del tu, tutti sappiamo a chi rivolgerci in un ufficio pubblico o quando serve qualcosa di particolare, con la tendenza a pensare di risolvere anche i guai con qualche favore o “la conoscenza” che tutto sistema. 

Tutto vero, tanti sono i limiti e agire nel sociale, fare sindacato, qui, non è proprio come farlo altrove. Tant’è che altre organizzazioni hanno deciso di fare del Molise una propaggine dell’Abruzzo, altre forze sociali e i partiti stessi guardano alla Campania o al Foggiano.

Ecco, noi no. Noi Uil siamo testardamente e risolutamente molisani. Avremo problemi a far tornare i conti del tesseramento, misuriamo la difficoltà ad assicurare servizi efficienti su e giù per queste vallate, viviamo (e soffriamo) anche noi i particolarismi e le separatezze, patiamo il vizio della conservazione timorosa che proviamo a riscattare con qualche sperimentazione organizzativa. E, mi pare di poter dire che, in mezzo a mille difficoltà, ci stiamo riuscendo.

Non c’è nessuno che non sappia, qui dalle nostre parti, che cosa è la Uil, che cosa fanno i suoi dirigenti, dove la si può trovare. E anche le altre forze sociali, gli altri sindacati, persino la politica locale, che certo non ama molto essere pungolata e criticata, prendono le misure sulla Uil Molise.

Non faccio qui l’elenco degli impegni, degli obiettivi, poiché i temi non saranno poi così diversi da quelli su cui la Uil è impegnata in altri contesti.

Ma noi dobbiamo cucinare il tutto “in salsa molisana”. Dobbiamo, in buona sostanza, dare una dimensione alta ad una realtà territoriale e sociale che troppo spesso si è crogiolata del suo essere ai margini. Ci impegniamo a dare un palco nazionale ai nostri problemi ma anche alle opportunità che dobbiamo cogliere assolutamente.

Vogliamo sconfiggere il senso di resa e l’adattamento alle abitudini della clientela che troppo spesso qui hanno scandito le scelte della politica e dell’economia. Proviamo a incanalare ribellioni, a dare dignità di rivendicazioni all’esasperazione quando non alla disperazione. Perché da qui, dal piccolo Molise inserito nel grande Sud, deve partire il cambiamento, dell’economia e dello sviluppo, per la coesione ed il progresso. Ecco, noi ci proviamo.